Fintech: Competenze chiave per il successo

Roberto Tognoni

Come mescolare in modo efficace tecnologia, business e design.

1

Il mercato Fintech

Solo tre anni fa le startup Fintech promettevano di modificare profondamente il settore finanziario e assicurativo andando a conquistare fette di clientela e di conto economico delle Istituzioni finanziarie attive. Finora non abbiamo visto nuove Amazon, Uber, … nel settore e sembra decisamente cambiato il focus della maggior parte dei nuovi entranti (sebbene alcuni resistano e rimangano promettenti), da disrupter dello status-quo a partners o prede da acquisizione dei player tradizionali.

I player tradizionali hanno una capacità di investimento che supera con decisione gli investimenti diretti da venture capitalist al settore fintech (in crescita fino al 2017 e stimati intorno ai 27 blnUSD , sembrano in calo nel 2018) globalmente.

Infatti, una stima recente (settembre 2018) pone lo spending globale in IT da parte del settore bancario a 261,1 bln USD/anno (in crescita costante per i prossimi).

Considerando 50/50 tra “run the bank” e “change the bank” il settore ha una capacità di investimento almeno 4X rispetto ai nuovi entranti.

Da sola, JPMorgan dichiara una spesa IT di circa 11 bln USD per il 2018 di cui 50% in iniziative di cambiamento e ha alle spalle alcune iniziative di successo negli ultimi anni su diverse tecnologie nuove (AI nei mercati dei capitali, You Invest per l’azzeramento delle brokerage fees sul canale digitale, partecipazione alle prime iniziative blockchain-DLT, …).

Ovviamente, la focalizzazione su specifiche nicchie, la qualità del personale (e l’imprenditorialità) e la capacità di attivare il giusto mix di competenze per fare lavorare insieme sono fattori altrettanto importanti, oltre al bazooka degli investimenti, per avere successo.  

2

Le competenze chiavi

Quale sono, allora, dal nostro punto di vista le competenze chiave da attivare per avere successo nelle iniziative digital o fintech o techfin o …?

  • Competenze tecnologiche: conoscere i building blocks, i mattoncini Lego con cui vieni e verrà costruito il mondo (soprattutto quello della finanza).
    • La rapidità di introduzione di nuove tecnologie è cresciuta velocemente. Le nicchie di competenza sono AI, Data, Blockchain, … e saranno Quantum, ….

Ciascuna richiede competenze spacialistiche (sono temi complicati), ma funziona in ecosistema per produrre servizi/prodotti utilizzabili.

  • Cloud: perché è dove sarà l’infrastruttura dei nuovi servizi, dove si troveranno miriadi di microservizi pronti per comporre nuove applicazioni (e.g. image recognition, speech to text, …) e dove verrà sviluppata l’integrazione tra gli stessi.
  • Competenze di prodotto/business specialistiche: per decenni (da quando negli anni ’70 è nato il settore) l’IT si è occupato di processi di supporto al business e automazione degli stessi. Solo negli ultimi anni e in modo crescente la tecnologia è entrata pesantemente nel disegno dei prodotti/servizi. Basti pensare all’aumento consistente degli investimenti che anche settori tradizionalmente il digitale non era il core del prodotto, come l’automotive, oggi spendano miliardi per la cybersecurity delle auto, per i sistemi di intrattenimento, per i servizi data-driven al veicolo e al guidatore. Anche nel settore finanziario la tecnologia è diventata (e lo sarà sempre di più) parte integrante dei prodotti (es. wrapper finanziari con robo-advisor).

Per costruire quei prodotti/servizi in digitale necessitano pertanto esperti di prodotto/servizio (e le tali competenze non si fanno in una notte (!), ma vanno riscoperte e valorizzate anche con gli specialisti presenti in azienda).  

  • Competenze di design: perché abbiamo appena terminato di capire come, ad esempio tramite tecniche di service design, rapid e early prototyping, gestire la progettazione e realizzazione di interfacce grafiche efficaci e ci troveremo a gestire nuove tipologie di interfaccia, a cui non siamo abituati, ma che entreranno nel nostro modo comune di interagire con la tecnologia: interfacce testuali e vocali.

Ovviamente, sarà sempre più complesso avere, dentro una singola organizzazione, tutto il mix necessario per un progetto o una iniziativa. Sarà pertanto chiave sviluppare network di partnership per l’innovazione e definire modelli organizzativi che favoriscano e incentivino lo sviluppo di tali network.

CONTATTACI

Prima di compilare il form di registrazione, si prega di prendere visione dell'Informativa Privacy ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE n° 679/2016

Input non valido
Input non valido
Input non valido
Input non valido
Input non valido
Input non valido
Input non valido

Privacy


Dichiaro di aver letto e ben compreso l'Informativa Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali per finalità di marketing da parte di Reply SpA, in particolare per l’invio di comunicazioni promozionali e commerciali o la segnalazione di eventi aziendali o webinar, con modalità di contatto automatizzate (es. SMS, MMS, fax, e-mail e applicazioni web) e tradizionali (es. telefonate con operatore e posta tradizionale).