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Euro digitale – una sperimentazione
di Reply e ABI

Simone Suriano | E*finance Consulting Reply

Digital Euro

Blockchain e bitcoin sono diventate due espressioni ormai di uso comune, soprattutto in ambito finanziario: lo dimostrano i numeri raggiunti nel corso degli ultimi anni dal valore dei bitcoin. Nell’ultimo anno, un’altra delle espressioni più discusse è stata “Central Bank Digital Currencies (CBDC)”, valute digitali emesse dalle banche centrali che, preoccupate dalla costante diffusione di valute emesse da privati (tra cui le criptovalute), si sono attivate per poter fornire una risposta concreta a questo fenomeno.

In questo contesto, la Banca Centrale Europa (BCE) ha pubblicato, nell’ottobre 2020, un report (“Report on a digital euro”) che descrive i risultati delle prime analisi condotte nell’ottica di poter emettere in futuro una propria CBDC, il Digital Euro.

La BCE ha ritenuto opportuno prepararsi al lancio di una propria CBDC per ragioni specifiche:

  • rispondere alla costante diffusione di monete digitali emesse da enti privati o da altre banche centrali

  • supportare la politica monetaria europea e la progressiva digitalizzazione dell’economia

  • garantire la diffusione europea di uno strumento di pagamento alternativo al contante

Reply e ABI per una sperimentazione concreta

Reply, da sempre orientata all’innovazione tecnologica, ha stretto una collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana ABI Lab, centro di ricerca per l’innovazione che comprende i principali player del settore bancario italiano e partner tecnologici per la sperimentazione del Digital Euro.

Lo studio, diretto dall’ABI con il supporto di Reply, si è posto l’obiettivo di studiare le caratteristiche e le potenzialità del Digital Euro attraverso la sperimentazione diretta: non solo un’analisi empirica, ma la realizzazione di demo funzionanti applicate a casi reali. Questo ha permesso ai player del settore di avvicinarsi ad un tema complesso, analizzando concretamente le possibili applicazioni di mercato.

Sono stati infatti approfonditi due cantieri:

  • L’analisi dell’infrastruttura sottostante al Digital Euro

  • La sperimentazione di diversi casi d’uso abilitati dalla valuta digitale

Il primo cantiere è stato sviluppato in collaborazione con SIA e con l’infrastruttura delle banche ABI Lab Chain, e ha avuto come obiettivo lo studio della fattibilità tecnica di un euro digitale basato sulla tecnologia blockchain, o Distributed Ledger Technology (DLT), ovvero un sistema di registri distribuiti.

Il secondo cantiere ha invece esplorato i possibili casi d’uso abilitati dalla programmabilità della moneta. Un esempio concreto di programmabilità consiste nella possibilità di definire delle specifiche regole di spendibilità della moneta stessa. Pensiamo, per esempio, al caso di un’azienda che vuole assicurarsi che l’anticipo di una commessa venga speso esclusivamente per l’acquisto di materie prime funzionali alla produzione del fornitore. Una moneta programmabile abilita questo processo, vincolando l’utilizzo del denaro lungo la filiera solo per determinate tipologie di transazioni, come l’acquisto di materie prime.

"Simply Home" e credito finalizzato

Reply ha approfondito le possibili applicazioni del Digital Euro al caso d’uso del “credito finalizzato”: l’erogazione di credito ad imprese o privati da parte di istituti finanziari vincolato all’utilizzo sotto determinate condizioni di scopo (es. ristrutturazione immobili, filiera produttiva territoriale, ecc.). L’obiettivo del progetto è stato quello di semplificare l’erogazione di un mutuo e la gestione dei relativi pagamenti tramite un’esperienza utente snella, grazie alle funzionalità abilitate dalla tecnologia DLT (smart contract, split payments, programmabilità della moneta, ecc.).

Il progetto ha visto anche una fase implementativa, tramite la realizzazione di una demo della piattaforma chiamata “SIMPLY HOME”, attraverso la quale la gestione del mutuo viene automatizzata e connessa a specifici eventi. Un esempio è rappresentato dall’automatismo con cui potranno essere gestite le diverse transazioni verso il venditore, la Banca, il Notaio e l’agenzia immobiliare al momento del Rogito.

Grazie alla programmabilità della moneta è infatti possibile erogare credito finalizzato programmando regole e condizioni di spesa “all’interno” della moneta stessa e indirizzando così la spendibilità dell’importo erogato.

Le condizioni di spesa possono essere facilmente definite dall’istituto finanziario e approvate dal creditore e possono essere relative a:

- Vincoli di spesa verso alcune categorie merceologiche
- Vincoli di spesa nel tempo (limite di spesa entro x mesi/ anni dal prestito)
- Vincoli di spesa per area geografica (es. solo sul territorio locale per tutelare il territorio)

Il percorso delineato dal lavoro svolto da Reply e dall’ABI rappresenta uno spunto concreto per le banche italiane e per la stessa BCE che non ha ancora definito delle linee guida consolidate in termini di infrastruttura tecnologica sottostante e casi d’uso abilitati dal Digital Euro.

Il percorso di analisi della BCE e del mercato stesso è infatti ancora in corso: a luglio 2021 è stata ufficializzata dalla BCE l’intenzione di proseguire le analisi per i successivi 24 mesi, al termine dei quali verranno definite le caratteristiche che dovrà avere il Digital Euro. In questo contesto, le Banche dovranno farsi trovare pronte a recepire le innovazioni che ne deriveranno.