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Indice

 
1. Introduzione 2. Reply 3. Relazione sulla gestione Financial Review Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità Evoluzione della gestione e destinazione del risultato 4. Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 5. Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025
IT EN
199-300
 
 
 
 

BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025

 

Conto Economico Consolidato (*)(**)

Conto Economico Complessivo Consolidato

Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata (*)(**)

Variazioni del patrimonio netto consolidato

Rendiconto Finanziario Consolidato

 

Note di commento

Nota 1 - Informazioni generali

Reply [EXM, STAR: REY] è specializzata nella progettazione e nella realizzazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali. Costituita da un modello a rete di aziende altamente specializzate, Reply affianca i principali gruppi industriali europei appartenenti ai settori Telco & Media, Industria e Servizi, Banche e Assicurazioni e Pubblica Amministrazione nella definizione e nello sviluppo di modelli di business abilitati dai nuovi paradigmi dell’AI, Cloud Computing, Digital Media e Internet degli Oggetti. I servizi di Reply includono: Consulenza, System Integration e Digital Services.

Nota 2 - Principi contabili e criteri di consolidamento

Conformità ai principi contabili internazionali
Il bilancio consolidato è predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea. Per “IFRS” si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”), nonché tutti i documenti interpretativi emessi dall’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dal precedente Standing Interpretations Committee (SIC). Il Gruppo Reply ha adottato gli IFRS a partire dal 1° gennaio 2005, in seguito all’entrata in vigore del Regolamento Europeo n. 1606 del luglio 2002.

Il bilancio consolidato è stato inoltre predisposto in conformità ai provvedimenti adottati dalla CONSOB in materia di schemi di bilancio, in applicazione dell’art. 9 del D.Lgs. 38/2005 e delle altre norme e disposizioni CONSOB in materia di bilancio.

Principi generali
Il bilancio consolidato è redatto sulla base del principio del costo storico, modificato come richiesto per la valutazione di alcuni strumenti finanziari, per i quali, ai sensi dello IFRS 9, viene adottato il criterio del fair value.

La predisposizione del bilancio consolidato richiede che la direzione del Gruppo eserciti giudizi, formulando valutazioni e assumendo ipotesi che influenzano l’applicazione dei principi contabili e il valore delle attività, passività, costi e ricavi esposti. Tra i principali giudizi effettuati, ai sensi dello IAS 1.122, rientrano in particolare quelli relativi alla valutazione della sussistenza del presupposto della continuità aziendale e alla determinazione degli schemi di bilancio da adottare in conformità alle previsioni dello IAS 1. In relazione alla continuità aziendale, la direzione ha valutato gli elementi rilevanti, tenendo conto del contesto economico e finanziario di riferimento. Pur in presenza di un quadro macroeconomico complesso, non sussistono significative incertezze (come definite dal paragrafo 25, IAS 1) tali da far sorgere dubbi sulla capacità del Gruppo di continuare operativamente in un prevedibile futuro. Il bilancio è pertanto redatto secondo il presupposto della continuità aziendale. Il presente bilancio consolidato è stato redatto in euro arrotondando gli importi alle migliaia e viene comparato con il bilancio consolidato dell’esercizio precedente, redatto sulla base di criteri omogenei. Di seguito sono fornite le indicazioni circa gli schemi di bilancio adottati rispetto a quelli indicati dallo IAS 1, i più rilevanti principi contabili ed i connessi criteri di valutazione adottati nella redazione del presente bilancio consolidato.

Prospetti e schemi di bilancio
Il presente bilancio consolidato è costituito dal conto economico, conto economico complessivo, situazione patrimoniale-finanziaria, variazioni del patrimonio netto e rendiconto finanziario consolidato, corredati dalle presenti note di commento.

Il Gruppo adotta una struttura di conto economico con rappresentazione delle componenti di costo ripartite per natura, struttura idonea a rappresentare il business del Gruppo stesso e in linea con il settore di appartenenza.

La situazione patrimoniale-finanziaria è redatta secondo lo schema che evidenzia la ripartizione fra attività e passività correnti e non correnti. Il rendiconto finanziario è presentato secondo il metodo indiretto. Per ciascuna voce significativa riportata nei suddetti prospetti sono indicati i rinvii alle successive note di commento nelle quali viene fornita la relativa informativa e sono dettagliate la composizione e le variazioni intervenute rispetto all’esercizio precedente.

Si segnala inoltre che al fine di adempiere alle indicazioni contenute nella Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006 “Disposizioni in materia di schemi di bilancio”, sono stati predisposti in aggiunta ai prospetti obbligatori appositi prospetti di conto economico e situazione patrimoniale-finanziaria, con l’indicazione distinta degli ammontari significativi delle posizioni o transazioni con le parti correlate.

Si segnala inoltre che in ottemperanza alla comunicazione CONSOB n. 0031948 qualora presenti elementi di natura non ricorrente negli schemi viene esplicitamente indicata tale componente come di cui della voce relativa. Possono essere presentate come “non ricorrenti” le operazioni o i fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento dell’attività e hanno un effetto sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico nonché sui flussi finanziari del gruppo.

CRITERI DI CONSOLIDAMENTO
Società controllate
Il bilancio consolidato include il bilancio della società Capogruppo e delle imprese da essa controllate tutti che presentano data di chiusura al 31 dicembre. Un investitore controlla un’entità oggetto di investimento quando è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la stessa e nel contempo ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità. Si rimanda alla Nota 4 relativamente all’area di consolidamento. Tutte le società sono consolidate con il metodo integrale. I risultati economici delle imprese controllate acquisite o cedute nel corso dell’esercizio sono inclusi nel conto economico consolidato dall’effettiva data di acquisizione fino all’effettiva data di cessione. Qualora necessario, sono effettuate rettifiche ai bilanci delle imprese controllate per allineare i criteri contabili utilizzati a quelli adottati dal Gruppo. Tutte le operazioni intercorse fra le imprese del Gruppo ed i relativi saldi sono eliminati nel processo di consolidamento. La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell’acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Ai sensi dello IFRS 10, la perdita complessiva (comprensiva dell’utile/perdita dell’esercizio) è attribuita ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche quando il patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza presenta un saldo negativo. Le differenze originate dalla conversione del patrimonio netto iniziale ai cambi di fine periodo sono state imputate alle riserve del patrimonio netto consolidato.

Transazioni eliminate nel processo di consolidamento
Nella preparazione del bilancio consolidato sono eliminati tutti i saldi e le operazioni significative tra società del Gruppo, così come gli utili e le perdite non realizzati su operazioni infragruppo. Gli utili e le perdite non realizzati generati su operazioni con imprese collegate o a controllo congiunto sono eliminati in funzione del valore della quota di partecipazione del Gruppo in quelle imprese.

Aggregazioni di imprese
L’acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell’acquisizione. La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l’iscrizione delle attività e passività dell’impresa acquisita al relativo fair value alla data di acquisizione del controllo nonché l’eventuale iscrizione dell’avviamento. Il costo dell’acquisizione è determinato dalla sommatoria dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività date, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti finanziari emessi dal gruppo in cambio del controllo dell’impresa acquisita. I costi direttamente attribuibili all’aggregazione sono spesati quando sostenuti. Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell’impresa acquisita che rispettano le condizioni per l’iscrizione secondo l’IFRS 3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l’IFRS 5, le quali sono iscritte e valutate a valori correnti meno i costi di vendita. La differenza positiva tra il costo di acquisto e la quota di Gruppo nei valori correnti delle suddette attività e passività è iscritta come avviamento ed è classificata come attività immateriale a vita indefinita.

Secondo quanto previsto dall’IFRS 9, i debiti per Earn Out sono misurati al fair value ed attualizzati sulla base della presunta data di pagamento. Ad ogni data di bilancio, gli amministratori rivedono le stime che portano alla determinazione, sulla base delle clausole contrattuali, del valore del debito per Earn Out. Tali revisioni potrebbero comportare per il bilancio consolidato del Gruppo significativi impatti sia in termini di rideterminazione del fair value di tali debiti, sia in termini di attualizzazione degli stessi.

Operazioni in valuta estera
Le operazioni in valuta estera sono registrate al tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera alla data di riferimento del bilancio sono convertite al tasso di cambio in essere a quella data. Sono rilevate a conto economico le differenze cambio generate dall’estinzione di poste monetarie o dalla loro conversione a tassi differenti da quelli ai quali erano state convertite al momento della rilevazione iniziale nell’esercizio o in bilanci precedenti.

Consolidamento di imprese estere
Tutte le attività e le passività di imprese estere in moneta diversa dall’euro che rientrano nell’area di consolidamento sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di riferimento del bilancio. Proventi e costi sono convertiti al cambio medio dell’esercizio. Le differenze cambio di conversione risultanti dall’applicazione di questo metodo sono classificate come voce di patrimonio netto fino alla cessione della partecipazione. Nella preparazione del rendiconto finanziario consolidato sono stati utilizzati i tassi puntuali di cambio per convertire i flussi di cassa delle imprese controllate estere. L’avviamento e gli adeguamenti al fair value generati dall’acquisizione di un’impresa estera sono rilevati nella relativa valuta e sono convertiti utilizzando il tasso di cambio di fine periodo. In sede di prima adozione degli IFRS, le differenze cumulative di conversione generate dal consolidamento di imprese estere al di fuori dell’area euro sono state azzerate, come consentito dall’IFRS 1; le plusvalenze o le minusvalenze derivanti dalla successiva dismissione di tali imprese dovranno comprendere solo le differenze di conversione cumulate generatesi successivamente al 1° gennaio 2004.

Di seguito i tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei bilanci 2025 e 2024 delle società in valuta estera:

Attività materiali
Le attività materiali sono iscritte al costo di acquisto al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali svalutazioni per perdite di valore. Le attività materiali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprensivi di eventuali oneri accessori e i costi diretti necessari a rendere l’attività disponibile per l’uso.
L’ammortamento viene determinato, a quote costanti, sul costo dei beni al netto dei relativi valori residui, in funzione della loro stimata vita utile applicando le seguenti aliquote:

La recuperabilità del loro valore è verificata secondo i criteri previsti dallo IAS 36, illustrati nel paragrafo Perdita di valore (“Impairment”) delle presenti Note di commento. I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente a conto economico. I costi di manutenzione aventi natura incrementativa sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

I costi capitalizzabili per migliorie su beni in affitto sono attribuiti alle classi di cespiti cui si riferiscono ed ammortizzate al minore tra la durata residua del contratto d’affitto e la vita utile residua della natura di cespite cui la miglioria è relativa.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell’attività e sono imputati al conto economico dell’esercizio.

Avviamento
L’avviamento è un’attività immateriale a vita utile indefinita che deriva dalle aggregazioni aziendali contabilizzate con il metodo dell’acquisizione e rappresenta l’eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata alla data di acquisizione. L’avviamento non può essere identificato come un singolo asset in grado di generare autonomamente flussi di cassa pertanto viene allocato alle CGU che si prevede beneficeranno delle sinergie derivanti dall’aggregazione della società acquista. Il Gruppo Reply identifica le Cash Generating Unit (CGU) applicando un criterio uniforme e coerente da esercizio a esercizio. Eventuali modifiche nella definizione delle CGU o nell’aggregazione delle attività che le compongono sono adeguatamente motivate e oggetto di disclosure, fornendo le informazioni richieste dallo IAS 36 (inclusa la descrizione delle metodologie di aggregazione corrente e precedente e le ragioni della modifica). L’avviamento non è assoggettato ad ammortamento sistematico, ma sottoposto a verifica annuale di recuperabilità (impairment test), o più frequentemente se specifici eventi o modificate circostanze indicano la possibilità di aver subito una perdita di valore, a verifiche per identificare eventuali riduzioni di valore. Dopo la rilevazione iniziale, l’avviamento è valutato al costo al netto delle eventuali perdite di valore accumulate. Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate.

In caso di cessione di un’impresa controllata, il valore residuo dell’avviamento ad essa attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

Immobilizzazioni in diritto d’uso
In base a quanto previsto dall’IFRS 16, la rappresentazione contabile dei contratti di locazione passiva (che non costituiscono prestazione di servizi) avviene attraverso l’iscrizione nella situazione patrimoniale-finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a fronte dell’iscrizione nell’attivo del «diritto d’uso dell’attività presa in locazione». I leasing passivi, già precedentemente classificati secondo lo IAS 17 come leasing finanziari, non hanno subito nessuna modifica rispetto all’attuale rappresentazione contabile, andando in piena continuità con il passato.

I contratti che ricadono nell’ambito di applicazione dell’IFRS 16 si riferiscono principalmente a:

  • terreni e fabbricati per uso ufficio;

  • autovetture a noleggio.

Con riferimento alle opzioni ed esenzioni previste dall’IFRS 16, il Gruppo ha adottato le seguenti scelte:

  • l’IFRS 16 non viene generalmente applicato alle attività immateriali, ai contratti di breve durata (ovvero inferiori a 12 mesi) e di basso valore unitario;

  • i diritti d’uso e le passività finanziarie relative ai contratti di leasing vengono classificati su specifiche voci nella situazione patrimoniale-finanziaria;

  • l’eventuale componente relativa a prestazioni di servizi inclusa nei canoni di leasing è generalmente esclusa dall’ambito IFRS 16.

Altre attività immateriali
Le attività immateriali sono attività prive di consistenza fisica, identificabili, controllate dall’impresa e in grado di produrre benefici economici futuri. Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte all’attivo, secondo quanto disposto dallo IAS 38 - Attività immateriali, quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell’attività può essere determinato in modo attendibile. Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile finita. Le altre attività immateriali rilevate a seguito dell’acquisizione di un’azienda sono iscritte separatamente dall’avviamento, se il loro fair value può essere determinato in modo attendibile. In caso di attività immateriali acquisite per le quali la disponibilità per l’uso e i relativi pagamenti sono differiti oltre i normali termini, il valore d’acquisto e il relativo debito vengono attualizzati rilevando gli oneri finanziari impliciti nel prezzo originario. I costi di ricerca sono imputati al conto economico nel periodo in cui sono sostenuti.

I costi di sviluppo sono capitalizzabili a condizione che il costo sia attendibilmente determinabile e che sia dimostrabile che l’attività è in grado di produrre benefici economici futuri. Le attività immateriali internamente generate derivanti dallo sviluppo dei prodotti del Gruppo (quali soluzioni informatiche) sono iscritte nell’attivo, solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate:

  • l’attività è identificabile (come ad esempio software o nuovi processi);

  • è probabile che l’attività creata genererà benefici economici futuri;

  • i costi di sviluppo dell’attività possono essere misurati attendibilmente.

Tali attività immateriali sono ammortizzate in coincidenza con la commercializzazione o con l’utilizzo delle stesse. Fino ad allora, sempre che siano rispettate le condizioni sopra specificate, le stesse sono classificate tra le immobilizzazioni in corso L’ammortamento è conteggiato su base lineare lungo le relative vite utili in base alle seguenti aliquote:

Quando le attività generate internamente non possono essere iscritte in bilancio, i costi di sviluppo sono imputati al conto economico dell’esercizio nel quale sono sostenuti. Qualora emergano indicatori di potenziale perdita di valore, il Gruppo verifica preliminarmente se permangono i presupposti per il riconoscimento dell’attività immateriale ai sensi dello IAS 38 (identificabilità, controllo e benefici economici futuri). Se uno di questi presupposti viene meno, l’attività non soddisfa più i criteri per essere mantenuta in bilancio e il Gruppo procede alla derecognition dell’asset. Quando gli indicatori riguardano il deterioramento della performance prevista, un avanzamento tecnologico o cambiamenti nel modello di utilizzo dell’asset la Società rivaluta la vita utile residua dell’attività immateriale, adeguando prospetticamente il piano di ammortamento.

Attività immateriali a vita utile indefinita
Le attività immateriali a vita utile indefinita consistono principalmente in marchi che non hanno limitazioni in termini di vita utile dal punto di vista legale, contrattuale, economico e competitivo. Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate; secondo i criteri previsti dallo IAS 36, sono sottoposte annualmente o, più frequentemente, ogniqualvolta vi sia un’indicazione che l’attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore. Eventuali svalutazioni non sono oggetto di successivi ripristini di valore.

Perdite di valore ("Impairment")
Ad ogni data di bilancio, il Gruppo rivede il valore contabile delle proprie attività materiali e immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l’ammontare recuperabile di tali attività per determinare l’eventuale importo della svalutazione. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l’attività appartiene. Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l’avviamento vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un’indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore. L’ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore d’uso. Nella determinazione del valore d’uso, i flussi di cassa futuri stimati, al netto delle imposte, sono scontati al loro valore attuale applicando un tasso di sconto netto imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Il valore d’uso è determinato al netto dell’effetto fiscale in quanto questo metodo produce valori sostanzialmente equivalenti a quelli ottenibili attualizzando i flussi di cassa al lordo delle imposte ad un tasso di sconto ante imposte derivato, in via iterativa, dal risultato della valutazione post imposte. La valutazione è effettuata per singole attività o per il più piccolo insieme identificabile di attività che genera flussi di cassa autonomi derivanti dall’utilizzo continuativo (cd. Cash generating unit).

Se l’ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente. Quando il valore di iscrizione della Cash generating unit comprensivo dell’avviamento ad essa attribuito è superiore al valore recuperabile, la differenza costituisce oggetto di svalutazione che viene attribuita in via prioritaria all’avviamento; l’eventuale eccedenza della svalutazione rispetto all’avviamento è imputata pro-quota al valore delle attività che costituiscono la Cash generating unit. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell’attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell’avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l’attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l’attività sia valutata a valore rivalutato, nel cui caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Partecipazioni in altre imprese
Le partecipazioni in altre imprese costituenti attività finanziarie disponibili per la vendita sono valutate al fair value, se determinabile, e gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati direttamente a conto economico. Le partecipazioni per le quali non è disponibile il fair value, sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite di valore. Gli eventuali dividendi ricevuti da tali imprese sono inclusi nella voce Altri proventi/(oneri) derivanti dalla gestione di partecipazioni.

In caso di svalutazione per perdite di valore il costo viene imputato al conto economico; il valore originario viene ripristinato negli esercizi successivi se vengono meno i presupposti della svalutazione effettuata.

Il rischio derivante da eventuali perdite eccedenti il patrimonio netto è rilevato in apposito fondo rischi nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite nei confronti dell’impresa partecipata o comunque a coprire le sue perdite.

Attività finanziarie correnti e non correnti
In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie sono classificate nelle seguenti categorie:
(i) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
(ii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti tra le altre componenti dell’utile complessivo (di seguito anche OCI);
(iii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico.

La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione. Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cd. business model hold to collect). L’applicazione del metodo del costo ammortizzato comporta la rilevazione a conto economico degli interessi attivi determinati sulla base del tasso di interesse effettivo, delle differenze di cambio e delle eventuali svalutazioni.

Differentemente, sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI) le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede la possibilità sia di incassare i flussi di cassa contrattuali sia di realizzarne il valore attraverso la cessione (cd. business model hold to collect and sell).
In tal caso sono rilevati:
(i) a conto economico gli interessi attivi, calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni;
(ii) a patrimonio netto, tra le altre componenti dell’utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento.
L’ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti di utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all’atto dell’eliminazione contabile dello strumento. Un’attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading. Gli interessi attivi maturati su attività finanziarie destinate al trading concorrono alla valutazione complessiva del fair value dello strumento e sono rilevati, all’interno dei “Proventi (oneri) finanziari”, nella sottovoce “Proventi netti su attività finanziarie destinate al trading”. Quando l’acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell’operazione e la consegna dell’attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (es. acquisto di titoli su mercati regolamentati), l’operazione è rilevata alla data del regolamento. Il Gruppo rileva come rettifica di valore le perdite attese relative alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, alle attività derivanti da contratto e ai titoli di debito valutati al fair value rilevato nel conto economico. Le perdite attese sono determinate lungo tutta la vita del credito.

Trasferimento di attività finanziarie
Il Gruppo rimuove dal proprio bilancio le attività finanziarie quando, e soltanto quando, i diritti contrattuali ai flussi finanziari derivanti dalle attività si estinguono o il Gruppo trasferisce l’attività finanziaria. In caso di trasferimento dell’attività finanziaria:

  • se l’entità trasferisce sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria, il Gruppo rimuove l’attività finanziaria dal bilancio e rileva separatamente come attività o passività eventuali diritti ed obbligazioni originati o mantenuti con il trasferimento;

  • se il Gruppo mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà delle attività finanziarie, continua a rilevare l’attività finanziaria;

  • se il Gruppo non trasferisce né mantiene sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell’attività finanziaria, determina se ha mantenuto o meno il controllo dell’attività finanziaria. In questo caso:

    • se il Gruppo non ha mantenuto il controllo, rimuove l’attività finanziaria dal proprio bilancio e rileva separatamente come attività o passività eventuali diritti ed obbligazioni originati o mantenuti nel trasferimento;

    • se il Gruppo ha mantenuto il controllo, continua a rilevare l’attività finanziaria nella misura del coinvolgimento residuo nell’attività finanziaria.

Al momento della rimozione delle attività finanziarie dal bilancio, la differenza tra il valore contabile delle attività e i corrispettivi ricevuti o ricevibili a fronte del trasferimento delle attività è rilevata nel conto economico.

LAVORI IN CORSO
I lavori in corso su ordinazione sono rilevati in conformità all’IFRS 15. Quando il risultato di una specifica commessa può essere stimato con attendibilità, i ricavi e i costi riferibili alla relativa commessa sono rilevati rispettivamente come ricavi e costi in relazione allo stato di avanzamento dell’attività alla data di chiusura del bilancio, in base al rapporto fra i costi sostenuti per l’attività svolta fino alla data di bilancio e i costi totali stimati di commessa, salvo che questo non sia ritenuto rappresentativo dello stato di avanzamento della commessa. Le variazioni al contratto, le revisioni prezzi e gli incentivi sono inclusi nella misura in cui essi sono stati concordati con il committente. Quando il risultato di un contratto non può essere stimato con attendibilità, i ricavi riferibili alla relativa commessa sono rilevati solo nei limiti dei costi di commessa sostenuti che probabilmente saranno recuperati. I costi di commessa sono rilevati come spese nell’esercizio nel quale essi sono sostenuti. Quando è probabile che i costi totali di commessa siano superiori rispetto ai ricavi contrattuali, la perdita attesa è immediatamente rilevata come costo. Gli importi fatturati ai clienti sono detratti dal valore dei lavori in corso nei limiti dei corrispettivi maturati; la parte eccedente il valore dei lavori in corso è iscritta nelle passività. Le rimanenze di prodotti sono valutate al minore fra costo e valore netto di realizzo. Il costo comprende i materiali diretti e, ove applicabile, la mano d’opera diretta, le spese generali di produzione e gli altri costi che sono sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Il costo è calcolato utilizzando il metodo del costo medio ponderato. Coerentemente con quanto previsto dall’IFRS 15, il Gruppo ha utilizzato il metodo di misurazione dell’avanzamento ritenuto maggiormente rappresentativo del trasferimento del controllo nei confronti del cliente, in considerazione della natura del business e delle modalità con cui le performance vengono erogate. Tale approccio consente di riflettere in modo più fedele la sostanza economica dei lavori in corso e la correlazione tra costi sostenuti, valore generato e ricavi riconosciuti.

Crediti e debiti commerciali e altre attività e passività correnti
I crediti commerciali sono posseduti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è la raccolta dei flussi di cassa contrattuali costituiti unicamente da pagamenti del capitale e da interessi sull’importo del capitale da restituire. Di conseguenza, sono inizialmente iscritti al fair value (valore equo), rettificato dei costi di transazione direttamente attribuibili, e successivamente valutati con il criterio del costo ammortizzato in base al metodo del tasso di interesse effettivo (ossia del tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione), opportunamente rettificato per tenere conto di eventuali svalutazioni, mediante l’iscrizione di un fondo svalutazione crediti.

A ciascuna data di riferimento del bilancio, le attività finanziarie, con l’eccezione di quelle misurate al fair value con contropartita in conto economico, sono analizzate per verificare l’esistenza di indicatori di un’eventuale riduzione del loro valore (impairment). L’IFRS 9 richiede l’applicazione di un modello basato sulle perdite attese su crediti. Il Gruppo applica l’approccio semplificato per stimare le perdite attese lungo la vita del credito e tiene conto dell’esperienza storica delle perdite su crediti, aggiustata per riflettere le condizioni attuali e le stime in merito alle condizioni economiche future. Il modello delle perdite attese su crediti richiede la rilevazione immediata delle perdite previste nel corso della vita del credito stesso, non essendo necessario il verificarsi di un trigger event per la rilevazione delle perdite. Per i crediti commerciali contabilizzati con il criterio del costo ammortizzato, quando una perdita di valore è stata identificata, il suo valore viene misurato come differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, scontati sulla base del tasso di interesse effettivo originario. Questo valore è rilevato a conto economico.

Per le passività a breve termine, come per i debiti commerciali il costo ammortizzato coincide di fatto con il valore nominale.

I crediti e i debiti espressi in valuta extra UEM sono stati valutati al cambio di fine periodo rilevato dalla Banca Centrale Europea.

Disponibilità liquide
La voce relativa alle disponibilità liquide include cassa e conti correnti bancari, depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Azioni proprie
Le azioni proprie sono rilevate al costo ed iscritte a riduzione del patrimonio netto, gli utili e le perdite da negoziazione delle stesse vengono rilevati in una apposita riserva di patrimonio netto.

Passività finanziarie e strumenti rappresentativi di patrimonio netto
Le passività finanziarie e gli strumenti rappresentativi di patrimonio netto emessi dal Gruppo sono classificati secondo la sostanza degli accordi contrattuali che li hanno generati e in accordo con le rispettive definizioni di passività e di strumenti rappresentativi di patrimonio netto. Questi ultimi sono definiti come quei contratti che danno diritto a beneficiare degli interessi residui nelle attività del Gruppo dopo aver dedotto le sue passività.

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, sono contabilizzate inizialmente al fair value delle somme incassate, rettificato degli eventuali costi di transazione direttamente attribuibili, e successivamente valutate al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo. Per le passività a breve termine, come i debiti commerciali il costo ammortizzato coincide di fatto con il valore nominale. I principi contabili adottati per specifiche passività finanziarie e strumenti di patrimonio netto sono indicati nel prosieguo:

  • Prestiti bancari

I prestiti bancari fruttiferi e gli scoperti bancari sono rilevati in base agli importi incassati, al netto dei costi dell’operazione e successivamente valutati al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

  • Strumenti rappresentativi di patrimonio netto

Gli strumenti rappresentativi di patrimonio netto emessi dalla Società sono rilevati in base all’importo incassato, al netto dei costi diretti di emissione.

  • Passività finanziarie non correnti

I debiti sono rilevati secondo il criterio del costo ammortizzato.

Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura
Coerentemente con quanto stabilito dall’IFRS 9, gli strumenti finanziari derivati possono essere contabilizzati secondo le modalità stabilite per l’hedge accounting solo quando, all’inizio della copertura, esiste la designazione formale, adeguata documentazione che la copertura sia altamente efficace e tale efficacia possa essere attendibilmente misurata. La copertura stessa deve essere altamente efficace durante i diversi periodi contabili per i quali è designata. Tutti gli strumenti finanziari derivati sono misurati al fair value, come stabilito dall’IFRS 9. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali del Gruppo e ad operazioni previste, sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell’attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l’elemento sottostante (l’impegno contrattuale o l’operazione prevista) incide sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente. Per le coperture efficaci di un’esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata dalle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch’essi a conto economico. Le variazioni nel fair value di eventuali coperture non più efficaci sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano. Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, termina, o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l’operazione prevista si verifica effettivamente. Se l’operazione oggetto di copertura si prevede non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti immediatamente nel conto economico. I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.

Benefici a dipendenti
Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (“Legge Finanziaria 2007”) e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

Il Trattamento di fine rapporto (“TFR”) è classificabile come un “post-employment benefit”, del tipo “defined benefit plan”, il cui ammontare già maturato deve essere proiettato per stimarne l’importo da liquidare al momento della risoluzione del rapporto di lavoro e successivamente attualizzato, utilizzando il “projected unit credit method”. Tale metodologia attuariale si basa su ipotesi di natura demografica e finanziaria per effettuare una ragionevole stima dell’ammontare dei benefici che ciascun dipendente ha già maturato a fronte delle sue prestazioni di lavoro. Attraverso la valutazione attuariale si imputa a (Oneri)/proventi finanziari, l’interest cost che costituisce l’onere figurativo che l’impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR. Attraverso la valutazione attuariale si imputano al conto economico nella voce “Lavoro” il current service cost che definisce l’ammontare dei diritti maturati nell’esercizio dai dipendenti e tra gli “Oneri/Proventi finanziari” l’interest cost che costituisce l’onere figurativo che l’impresa sosterrebbe chiedendo al mercato un finanziamento di importo pari al TFR. Gli utili e le perdite attuariali che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate sono rilevati direttamente nel patrimonio netto senza mai transitare a conto economico.

Piani pensione
Alcuni dipendenti del Gruppo beneficiano di piani pensionistici a benefici definiti e/o a contribuzione definita, a seconda delle condizioni e pratiche locali in conformità allo IAS 19.

Nel caso dei piani pensionistici a contribuzione definita, il costo annuo è iscritto a conto economico nel momento in cui viene erogato il servizio correlato al piano stesso. L’obbligazione del Gruppo di finanziare i fondi per piani pensionistici a benefici definiti è determinato sulla base di valutazioni attuariali utilizzando il metodo dell’“ongoing single premiums”. La porzione del valore netto cumulato degli utili e delle perdite attuariali che eccede il maggiore tra il 10% del valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti e il 10% del fair value delle attività a servizio del piano al termine del precedente esercizio è ammortizzata sulla rimanente vita lavorativa media dei dipendenti. La passività relativa ai benefici da riconoscere al termine del rapporto di lavoro iscritta nello stato patrimoniale rappresenta il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti, rettificato da utili e perdite attuariali sospesi in applicazione del metodo del corridoio e da costi relativi a prestazioni di lavoro pregresse da rilevare negli esercizi futuri, diminuito del fair value delle attività a servizio del piano.

Piani retributivi sotto forma di partecipazione al capitale
La Società applica i principi previsti dall’IFRS 2 “Pagamenti basati su azioni”. I pagamenti basati su azioni regolati tramite strumenti di equity (“Stock option”) sono valutati al fair value alla data dell’assegnazione. Tale valore viene imputato a conto economico, con contropartita il patrimonio netto, in modo lineare lungo il periodo di maturazione dei diritti (vesting period). Il fair value dell’opzione, misurato al momento dell’assegnazione, è valutato utilizzando modelli di matematica finanziaria, considerando i termini e le condizioni in base ai quali sono stati assegnati tali diritti. In seguito all’esercizio delle opzioni deliberate negli anni precedenti, la Società non ha piani di stock options. Per quanto riguarda le operazioni con pagamento basato su azioni regolate per cassa, la Società rileva i costi attesi e le passività assunte al fair value della passività man mano che maturano i diritti a ricevere tali pagamenti, considerando i termini e le condizioni in base ai quali sono stati assegnati tali diritti. Fino a quando la passività non viene estinta, la società ricalcola il fair value a ciascuna data di chiusura di bilancio e alla data di regolamento, rilevando a conto economico le variazioni di fair value.

I bonus regolati attraverso il riconoscimento di azioni della società (equity settlement) vengono iscritti al loro fair value iniziale e misurati in maniera lineare lungo il periodo di maturazione dei diritti (vesting period).

Piani di incentivazione (LTI)
I piani di incentivazione legati a specifici parametri (economico finanziari, ESG e TSR) vengono iscritti, in accordo con lo IAS 19 sulla base del loro fair value iniziale e rivisti ad ogni reporting date per adeguarli sulla base della probabilità di raggiungimento degli obiettivi e della permanenza degli assegnatari (vesting condition).

Debiti verso azionisti di minoranza ed earn-out
I debiti per earn-out rappresentano passività potenziali derivanti da operazioni di acquisizione. Secondo l’IFRS 3 - Aggregazioni aziendali, gli earn-out devono essere contabilizzati come parte del corrispettivo d’acquisto rilevato al fair value alla data di acquisizione come parte del prezzo di acquisto. Successivamente, il valore degli earn-out è soggetto a valutazione periodica, in base all’IFRS 9 - Strumenti finanziari - e le variazioni del fair value sono contabilizzate a conto economico, riflettendo eventuali aggiornamenti basati sul raggiungimento degli obiettivi contrattuali e sull’evoluzione delle stime future. Le valutazioni sono effettuate sulla base di metodologie coerenti con i principi contabili internazionali, considerando parametri di mercato, attese di performance e fattori di rischio. Questa metodologia assicura la rappresentazione della passività secondo il criterio della misurazione al fair value, garantendo trasparenza e aderenza ai principi contabili applicabili.

Fondi rischi
I fondi per rischi ed oneri sono costi ed oneri di natura determinata e di esistenza certa o probabile che alla data di chiusura dell’esercizio sono indeterminati nell’ammontare o nella data di sopravvenienza. Sono stanziati esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivare da dichiarazioni o comportamenti dell’impresa che determinano valide aspettative nelle persone coinvolte (obbligazioni implicite). Gli accantonamenti sono iscritti in bilancio quando il Gruppo ha un’obbligazione presente quale risultato di un evento passato ed è probabile che sarà richiesto di adempiere all’obbligazione. Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima dei costi richiesti per adempiere all’obbligazione alla data di bilancio e sono attualizzati quando l’effetto è significativo. Qualora la divulgazione delle informazioni relative agli accantonamenti potrebbe pregiudicare significativamente la posizione del Gruppo in una controversia con terzi, viene fornita unicamente una descrizione generale della natura della vertenza.

Riconoscimento dei ricavi
I ricavi rappresentano i flussi lordi di benefici economici dell’esercizio derivanti dallo svolgimento dell’attività ordinaria. Il processo sottostante la rilevazione dei ricavi segue le fasi previste dall’IFRS 15:

  • identificazione del contratto: avviene quando le parti approvano il contratto e individuano i rispettivi diritti ed obbligazioni. In altri termini il contratto deve essere legalmente vincolante, possono essere chiaramente identificati i diritti a ricevere beni e/o servizi ed i termini di pagamento e la Società ritiene probabile il percepimento del corrispettivo;

  • identificazione delle performance obligation: le principali performance obligation identificate, vale a dire promesse di trasferimento di beni e servizi;

  • determinazione del transaction price: è l’importo complessivamente contrattualizzato con la controparte, avuto riguardo all’intera durata contrattuale;

  • allocazione del transaction price alle performance obligation;

  • rilevazione dei ricavi al momento del soddisfacimento della performance obligation.

Pertanto, l’ammontare che il Gruppo iscrive come ricavo deve riflettere il corrispettivo a cui essa ha diritto in cambio dei beni trasferiti al cliente e/o dei servizi resi, da rilevare nel momento in cui sono state adempiute le obbligazioni contrattuali sottostanti, ovvero quando il Gruppo ha trasferito il controllo del bene o servizio al cliente, nelle seguenti modalità: a) lungo un periodo (“over time”); b) in un determinato momento nel tempo (“at point in time”).

I ricavi del Gruppo derivano prevalentemente dalla prestazione di servizi di consulenza, progettazione, sviluppo e integrazione di soluzioni tecnologiche, forniti a clienti nazionali e internazionali sulla base di contratti che disciplinano natura, corrispettivo e modalità di erogazione delle prestazioni.

I principali modelli contrattuali adottati dal Gruppo sono i seguenti:

Contratti a prezzo fisso (Fixed price projects)
Tali contratti prevedono la realizzazione di progetti o soluzioni complete a fronte di un corrispettivo complessivo predeterminato. Le prestazioni contrattuali sono generalmente considerate come una singola obbligazione di performance, in quanto altamente integrate e interdipendenti. I ricavi sono rilevati nel tempo (over time), in funzione dello stato di avanzamento delle attività, determinato prevalentemente sulla base del rapporto tra i costi sostenuti e i costi totali stimati o, ove appropriato, al raggiungimento di specifiche milestone contrattuali.

Contratti Time & Material
Nei contratti Time & Material il corrispettivo è determinato sulla base delle prestazioni effettivamente rese, misurate in termini di tempo lavorato e tariffe concordate con il cliente. I ricavi sono rilevati nel tempo, in quanto il cliente riceve e consuma simultaneamente i benefici della prestazione, e sono contabilizzati sulla base delle attività effettivamente svolte nel periodo.

Contratti a Fee
I contratti a fee prevedono il riconoscimento di un compenso predeterminato per servizi continuativi o per il raggiungimento di specifici obiettivi contrattuali. Le fee fisse periodiche sono rilevate linearmente lungo la durata del contratto, mentre le fee variabili o legate al raggiungimento di risultati (success fee) sono rilevate solo quando il conseguimento degli obiettivi risulta altamente probabile e non soggetto a successiva rettifica significativa.

Di seguito sono riportate le principali tipologie di prodotti e servizi che il Gruppo fornisce ai propri clienti e le relative modalità di rilevazione.

Sviluppo Progetti annuali e pluriennali: il Gruppo adempie le relative obbligazioni di fare e rileva i ricavi “over time”, sulla base della percentuale dei costi maturati o dell’avanzamento periodico dei servizi erogati. Il diritto incondizionato al pagamento da parte del cliente emerge in seguito alla maturazione dei costi o dell’avanzamento periodico sottostanti ciascuna commessa.

Altri servizi a eventi: il Gruppo adempie le relative obbligazioni di fare e rileva i ricavi “at a point in time” sulla base degli eventi sottostanti alla fornitura di prodotti e servizi. Il diritto incondizionato a ricevere il pagamento da parte del cliente emerge in seguito al verificarsi di tali eventi.

Inoltre, per l’iscrizione del ricavo è enfatizzata la necessità di valutare la probabilità di ottenimento/incasso dei benefici economici legati al provento; per le attività derivanti da contratti con i clienti (i.e. attività contrattuali), si introduce il requisito di procedere all’iscrizione dei ricavi tenendo anche conto dell’eventuale effetto di attualizzazione derivante da incassi differiti nel tempo, come esplicitato nel paragrafo dedicato. Gli interessi sono rilevati al tasso effettivo in base al criterio della competenza temporale.

Proventi e oneri finanziari
I proventi e gli oneri finanziari sono iscritti a conto economico per competenza.

Contributi pubblici
I contributi pubblici, in confromità allo IAS 20, sono rilevati in bilancio nel momento in cui vi è la ragionevole certezza che il Gruppo rispetterà tutte le condizioni previste per il ricevimento dei contributi e che i contributi stessi saranno ricevuti. I contributi sono rilevati a conto economico lungo il periodo in cui si rilevano i costi ad essi correlati.

Imposte
Le imposte dell’esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell’esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. Le imposte sul reddito correnti sono iscritte, per ciascuna società, in base alla stima del reddito imponibile in conformità alle aliquote e alle disposizioni vigenti, o sostanzialmente approvate alla data di chiusura del periodo in ciascun Paese, tenendo conto delle esenzioni applicabili e dei crediti d’imposta spettanti.

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell’imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l’utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano dall’iscrizione iniziale di attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l’annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile l’esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all’aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell’attività o dell’estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto. Le attività e le passività fiscali differite sono compensate quando vi è un diritto legale a compensare le imposte correnti attive e passive e quando si riferiscono ad imposte dovute alla medesima autorità fiscale e il Gruppo intende liquidare le attività e le passività fiscali correnti su base netta.

In caso di variazioni del valore contabile di attività e passività fiscali differite derivanti da una modifica delle aliquote fiscali o delle relative normative, l’imposta differita risultante viene rilevata nel conto economico, a meno che riguardi elementi addebitati o accreditati in precedenza al patrimonio netto.

L’International Accounting Standards Board (IASB) ha emesso il 23 maggio 2023 emendamenti al principio contabile internazionale “IAS 12- Imposte sul reddito”. Gli emendamenti riguardano le modalità di contabilizzazione delle imposte differite derivanti dalla riforma fiscale internazionale (c.d. Pillar Two Model Rules) della Organisation for Economic Co-operation and Development’s (OCSE): essi hanno introdotto un’esenzione temporanea della contabilizzazione delle imposte differite e i requisiti di informativa specifici che consentano di comprendere l’esposizione alle imposte sul reddito derivanti dalla riforma. Il Gruppo ha adottato tali emendamenti, fornendo l’informativa richiesta, a decorrere dall’esercizio 2023. Per maggiori dettagli si rinvia alla Nota 15.

Dividendi
I dividendi sono contabilizzati nel periodo contabile in cui viene deliberata la distribuzione.

Utile per azione
L’utile base per azione è calcolato prendendo a riferimento il risultato economico del Gruppo e la media ponderata delle azioni in circolazione durante il periodo di riferimento. Dal calcolo sono escluse le azioni proprie. L’utile diluito per azione è pari all’utile per azione rettificato per tenere conto della teorica conversione di tutte le potenziali azioni, ovvero di tutti gli strumenti finanziari potenzialmente convertibili in azioni ordinarie aventi effetto diluitivo.

Cambiamenti di principi contabili
I principi contabili di nuova adozione da parte del Gruppo e i loro effetti sono descritti nel paragrafo successivo “Principi contabili di recente emanazione”. Non vi sono stati ulteriori cambiamenti oltre quelli descritti nel succitato paragrafo.

Cambiamenti di stima e Riclassifiche
Nel corso dell’esercizio 2025 il Gruppo ha effettuato una revisione sistematica delle vite utili economiche e delle correlate aliquote di ammortamento applicate alle immobilizzazioni materiali e immateriali, sulla base di un aggiornamento delle valutazioni tecniche e delle modalità di utilizzo attese dei beni, anche alla luce dell’evoluzione dei processi operativi e tecnologici. La revisione ha comportato un’estensione della vita utile stimata di talune categorie di cespiti e la conseguente rideterminazione prospettica delle relative quote di ammortamento. Ai sensi dello IAS 8 - Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors, tale intervento si configura come cambiamento di stima contabile ed è stato applicato prospetticamente a partire dal 1° gennaio 2025, senza effetti retroattivi sui periodi precedenti. L’effetto della variazione nell’esercizio 2025 ha determinato:

  • una riduzione degli ammortamenti rilevati a Conto economico pari a circa Euro 1 milione;

  • un incremento corrispondente del risultato operativo dell’esercizio;

  • un’incidenza percentuale pari a circa 0,9% del totale ammortamenti contabilizzati nell’esercizio.

La revisione delle vite utili comporterà effetti anche sugli esercizi successivi, in coerenza con il nuovo profilo di ammortamento delle attività interessate. L’impatto della variazione è incluso nelle voci “Ammortamenti e svalutazioni” del Conto economico consolidato ed è riflesso nei prospetti di movimentazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali delle presenti Note di commento. Inoltre, al fine di garantire una migliore rappresentazione comparativa e omogeneità espositiva, il Gruppo ha proceduto a talune riclassifiche dei dati comparativi dell’esercizio precedente. Tali riclassifiche hanno interessato esclusivamente la presentazione di alcune voci di bilancio e non hanno comportato effetti sul risultato dell’esercizio, sul patrimonio netto né sui flussi finanziari precedentemente riportati.

Uso di stime
La redazione del bilancio consolidato e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione aziendale l’effettuazione di stime e di assunzioni basate anche su giudizi soggettivi, esperienze passate ed ipotesi considerate ragionevoli e realistiche in relazione alle informazioni note al momento della stima. Tali stime hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio nonché sull’ammontare dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire, anche significativamente, da tali stime a seguito di possibili mutamenti dei fattori considerati nella determinazione di tali stime. Le stime sono riviste periodicamente.
Tali stime riguardano principalmente:

Avviamento
La verifica della riduzione di valore dell’avviamento è effettuata mediante il confronto tra il valore contabile delle unità generatrici di flussi di cassa e il loro valore recuperabile; quest’ultimo è rappresentato dal maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, ed il valore d’uso della stessa unità. Tale complesso processo di valutazione implica, tra l’altro, l’utilizzo di metodi quali il discounted cash flow con le relative assunzioni sulla stima dei flussi di cassa e la determinazione dei multipli di mercato. Il valore recuperabile dipende dal tasso di sconto utilizzato nel modello dei flussi di cassa attualizzati così come dai flussi di cassa attesi in futuro e dal tasso di crescita utilizzato ai fini dell’estrapolazione. Le ipotesi chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un’analisi di sensitività, sono dettagliatamente esposte nella Nota Avviamento.

Partecipazioni in altre imprese
Il fair value degli investimenti in partecipazioni in altre imprese non di controllo è, in linea con quanto previsto dall’International Private Equity and Venture Capital valuation guideline (IPEV), determinato sia mediante modelli di valutazione che tengono anche conto di valutazioni soggettive quali, ad esempio, quelle le stime dei flussi di cassa, sia sulla base di informazioni esterne quali i multipli e le quotazioni fornite da nuovi round di investimento.

Aggregazioni aziendali e Debiti verso azionisti di minoranza e earn-out
La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l’iscrizione delle attività e passività dell’impresa acquisita al relativo fair value alla data di acquisizione del controllo nonché l’eventuale iscrizione dell’avviamento. La determinazione di tali valori è effettuata attraverso un complesso processo di stima. I debiti verso azionisti di minoranza e earn-out rappresentano la valorizzazione delle obbligazioni assunte dal Gruppo Reply nell’ambito delle acquisizioni effettuate. Tali passività sono legate o agli impegni di acquisto di quote verso gli azionisti di minoranza o alla componente variabile / potenziale del corrispettivo da versare ai venditori - Earn-out. Tali passività, iscritte in sede di business combination vengono rimisurate al fair value ad ogni data di bilancio ed adeguate con contropartita conto economico. Il fair value dei debiti verso azionisti di minoranza e per earn-out viene determinato sulla base di modelli valutativi basati sui contratti di acquisizione delle quote societarie, dei parametri economico-finanziari desumibili dai piani pluriennali delle società acquisite. Tali valutazioni sono quindi anche basate su valutazioni soggettive quali, ad esempio quelle stime dei flussi di cassa futuri.

Crediti commerciali
La riduzione di valore sui crediti commerciali viene effettuata attraverso l’approccio semplificato, che prevede la stima della perdita attesa lungo tutta la vita del credito al momento dell’iscrizione iniziale e nelle valutazioni successive. Per ciascun segmento di clientela, la stima è effettuata principalmente attraverso la determinazione dell’inesigibilità media attesa, basata su indicatori storico-statistici, eventualmente adeguata utilizzando elementi prospettici. Per alcune categorie di crediti caratterizzate da elementi di rischio peculiari vengono invece effettuate valutazioni specifiche sulle singole posizioni creditorie.

Crediti commerciali
Le attività per imposte anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite fiscali potranno essere utilizzate.

Lavori in corso
I lavori in corso su ordinazione sono valutati sulla base dello stato di avanzamento, determinato secondo il criterio della percentuale di completamento (percentage of completion method), che richiede l’uso di stime ragionevoli e attendibili sui costi sostenuti, sui ricavi attesi e sull’eventuale margine di redditività del progetto. Le stime sono oggetto di revisione periodica e possono essere soggette a rettifiche qualora emergano variazioni significative nelle condizioni operative o nei presupposti iniziali della commessa.

Passività per leasing e Diritti d’uso su beni di terzi
La determinazione del valore della passività per leasing e del corrispondente diritto d’uso è effettuata calcolando il valore attuale dei canoni di leasing, anche considerando la stima sulla ragionevole certezza del rinnovo del contratto.

Accantonamenti, passività potenziali e fondi relativi al personale
Gli accantonamenti connessi a contenziosi sono frutto di un processo di stima complesso che si basa anche sulla probabilità di soccombenza. Gli accantonamenti connessi ai fondi relativi al personale, ed in particolare al Fondo Trattamento di Fine Rapporto, sono determinati sulla base di ipotesi attuariali; le variazioni di tali ipotesi potrebbero avere effetti significativi su tali fondi.

Strumenti derivati e strumenti rappresentativi di capitale
Il fair value degli strumenti derivati e degli strumenti rappresentativi di capitale è determinato sia mediante modelli di valutazione che tengono anche conto di valutazioni soggettive quali, ad esempio, le stime dei flussi di cassa, la volatilità attesa dei prezzi, ecc., sia sulla base di valori rilevati su mercati regolamentati o quotazioni fornite da controparti finanziarie.

Così come previsto dallo IAS 8 (Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori) paragrafo 10, in assenza di un Principio o di un’Interpretazione applicabile specificatamente ad una determinata operazione, la Direzione aziendale definisce, attraverso ponderate valutazioni soggettive, le metodologie contabili da adottare nell’ottica di fornire un bilancio consolidato che rappresenti fedelmente la situazione patrimoniale finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari del Gruppo, che rifletta la sostanza economica delle operazioni, sia neutrale, redatto su basi prudenziali e completo sotto tutti gli aspetti rilevanti.

Principi contabili di recente emanazione

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicabili dal 1° gennaio 2025

Amendments to IAS 21 - Lack of Exchangeability
Nel corso dell’esercizio 2025 il Gruppo ha applicato per la prima volta gli emendamenti allo IAS 21 - Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere, relativi ai casi di mancanza di scambiabilità di una valuta.
Le modifiche:

  • introducono criteri per determinare se una valuta sia scambiabile;

  • definiscono modalità di determinazione del tasso di cambio quando la valuta non è scambiabile;

  • richiedono specifiche informazioni integrative.

  • L’applicazione degli emendamenti:

  • non ha avuto impatti significativi sulla situazione patrimoniale-finanziaria ed economica del Gruppo.

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni omologati ma non ancora in vigore al 31 dicembre 2025

Ai sensi dello IAS 8, paragrafi 30-31, il Gruppo riporta di seguito i principi contabili e gli emendamenti già emanati ma non ancora obbligatori alla data di chiusura del presente bilancio e che non sono stati adottati anticipatamente.

Amendments to IFRS 9 e IFRS 7 - Classificazione e misurazione degli strumenti finanziari
(Efficacia per esercizi con inizio dal 1° gennaio 2026)
Le modifiche riguardano:

  • chiarimenti sulla classificazione delle attività finanziarie;

  • aspetti di derecognition;

  • nuove disclosure relative agli strumenti finanziari.

  • Il Gruppo sta valutando gli impatti dell’applicazione di tali modifiche.
    Alla data attuale non si prevedono effetti significativi.

Annual Improvements to IFRS Standards - Volume 11
(Efficacia dal 1° gennaio 2026)
Gli improvements introducono modifiche puntuali a:

  • IFRS 1 - First-time Adoption of IFRS;

  • IFRS 7 - Strumenti finanziari: informazioni integrative;

  • IFRS 9 - Strumenti finanziari;

  • IFRS 10 - Bilancio consolidato;

  • IAS 7 - Rendiconto finanziario.

  • Tali modifiche sono di natura prevalentemente chiarificatrice.
    Il Gruppo non prevede impatti significativi.

Principi contabili non ancora omologati

IFRS 18 - Presentation and Disclosure in Financial Statements
(Efficacia dal 1° gennaio 2027)
IFRS 18 sostituirà IAS 1 e introdurrà:

  • nuove categorie obbligatorie nel conto economico (operating, investing, financing);

  • requisiti specifici per gli indicatori alternativi di performance (MPM);

  • maggiori prescrizioni di aggregazione e disaggregazione delle informazioni.

Il Gruppo ha avviato un’analisi preliminare degli impatti che interesseranno principalmente la presentazione del conto economico e delle informazioni integrative, senza effetti sulla determinazione del risultato netto. Si prevedono cambiamenti in questo ambito, in particolare a seguito della riclassificazione degli utili e delle perdite su cambi nelle attività operative. Inoltre, i nuovi requisiti di aggregazione e disaggregazione comporteranno modifiche nella presentazione, con l’obiettivo di fornire una sintesi strutturata più utile.

IFRS 19 – Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures
(Efficacia dal 1° gennaio 2027 – applicazione facoltativa)
Il principio consente alle controllate senza responsabilità pubblica di applicare gli IFRS con un regime informativo semplificato. Il Gruppo sta valutando l’eventuale applicabilità del principio alle società controllate.

Nota 3 - Gestione dei Rischi

Il Gruppo opera in ambito internazionale, per questo le sue attività sono esposte a diverse tipologie di rischi finanziari: il rischio di mercato (nelle sue componenti di rischio di valuta, rischio di tasso d’interesse sui flussi finanziari e sul “fair value”, rischio di prezzo), il rischio di credito ed il rischio di liquidità. È stata considerata la probabilità di inadempimento (default) al momento del riconoscimento iniziale di un’attività e se vi è stato un aumento significativo del rischio di credito su base continuativa per ogni periodo di rendicontazione. Sono state considerate anche informazioni prospettiche, qualora disponibili. In particolare, potrebbero essere considerati gli indicatori quali rating creditizio oppure cambiamenti negativi significativi. Le informazioni macroeconomiche (come i tassi di interesse di mercato o i tassi di crescita), oltre alle informazioni relativamente al cambiamento climatico sono considerate ai fini della valutazione.

Rischio di credito
Ai fini commerciali sono adottate specifiche politiche volte ad assicurare la solvibilità dei propri clienti. Per quanto riguarda le controparti finanziarie, il Gruppo non è caratterizzato da significative concentrazioni di rischio di credito e di rischio di solvibilità.

Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è collegato alla difficoltà di reperire fondi per far fronte agli impegni. I flussi di cassa, le necessità di finanziamento e la liquidità delle società del Gruppo sono monitorati o gestiti centralmente sotto il controllo della Tesoreria di Gruppo, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse finanziarie attuali e prospettiche (mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide e disponibilità di fondi ottenibili tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed). Il difficile contesto economico dei mercati e di quelli finanziari richiede particolare attenzione alla gestione del rischio di liquidità e in tal senso particolare attenzione è posta alle azioni tese a generare risorse finanziarie con la gestione operativa e al mantenimento di un adeguato livello di liquidità disponibile. Il Gruppo prevede, quindi, di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari.

Rischio di cambio e rischio di tasso di interesse
Il rischio di cambio è mitigato dalla prevalenza delle operazioni di transazioni denominate e registrate in valuta locale. Il Gruppo prevalentemente non opera in aree con valuta a rischio di forte oscillazione cambi e pertanto tale rischio non è significativo.

L’esposizione al rischio di tasso di interesse deriva dalla necessità di finanziare le attività operative e di investimento M&A oltre che di impiegare la liquidità disponibile. La variazione dei tassi di interesse di mercato può avere un impatto negativo o positivo sul risultato economico del Gruppo, influenzando indirettamente i costi e i rendimenti delle operazioni di finanziamento e di investimento. Il rischio di tasso di interesse a cui è esposto il Gruppo deriva da prestiti bancari; per mitigare tali rischi, il Gruppo, quando lo ritiene opportuno, fa ricorso all’utilizzo di strumenti derivati designati come “cash flow hedges”. L’utilizzo di tali strumenti è regolato da procedure scritte coerenti con le strategie di gestione dei rischi del Gruppo che non prevedono strumenti derivati con scopi di negoziazione.

Nota 4 - Area di consolidamento

Le società incluse nell’area di consolidamento sono consolidate con il metodo integrale. Le principali variazioni intervenute nell’area di consolidamento rispetto al 31 dicembre 2024 sono relative a:

  • Red Scientific Limited, società di diritto inglese acquisita nel mese di agosto, che opera nel settore della Difesa e della PA in UK, svolgendo attività di consulenza ingegneristica in ambito tecnico e scientifico e di cui Reply Ltd detiene il 100% del capitale sociale.

  • Root 16 LLC, società di diritto statunitense acquisita nel mese di agosto, specializzata nell’attività di consulenza tecnologica per servizi professionali con l’utilizzo di Microsoft Dynamics, con focalizzazione sul mercato delle medie imprese, di cui Reply Inc. detiene il 100% del capitale sociale.

La variazione dell’area di consolidamento ha inciso per lo 0,2% sui ricavi di Gruppo al 31 dicembre 2025 e per lo 0,2% sull’utile ante imposte alla stessa data. Si segnala inoltre che, qualora l’operazione di acquisizione di Root16 LLC e Red Scientific Ltd. fosse stata completata al 1° gennaio 2025, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo Reply avrebbe registrato maggiori ricavi per circa il 0,7%. Si segnala inoltre che nell’elenco delle imprese e partecipazioni del gruppo Reply, riportato in allegato, sono incluse nell’area di consolidamento rispetto al 31 dicembre 2024 le società start-up Avantage Reply Roma S.r.l., Atena Reply S.r.l., Canvas Reply Ltd, Cognita Reply S.r.l., Comwrap Reply LLC, Concept Quality Reply Ltd, OBI Smart Technologies Poland Sp. z o.o., Reply AI Studios S.r.l., Storm Reply Ltd, Valorem Reply Ltd, mentre è uscita la società Avantage Reply (Netherland) BV.

Nota 5 - Ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni, comprensivi della variazione dei lavori in corso su ordinazione, ammontano a 2.449.991 migliaia di euro (2.295.938 migliaia di euro nel 2024). Tale voce comprende ricavi per attività di consulenza, per attività progettuale, per servizi di assistenza e manutenzione e altri ricavi minori. La ripartizione percentuale dei ricavi per area geografica, intesa come localizzazione della fornitura di servizi, è riportata nella tabella che segue.

Le informazioni richieste dallo IFRS 8 (“Informativa per settore”) nonché la ripartizione dei ricavi per business line sono riportate nella Nota 37 della presente relazione.

Nota 6 - Altri ricavi

Nel corso dell’esercizio 2025 i proventi complessivi ammontano a 49.471 migliaia di euro, rispetto a 31.068 migliaia di euro dell’esercizio 2024, con un incremento di 18.403 migliaia di euro, il dettaglio è il seguente:

I Contributi su progetti finanziati, pari a 33.638 migliaia di euro (4.581 migliaia di euro nel 2024) includono i contributi correlati ad attività svolte nell’ambito di progetti finanziati. I contributi sono rilevati in conformità allo IAS 20, sulla base dello stato di avanzamento delle attività cui si riferiscono e in coerenza con i costi sostenuti nell’esercizio. L’incremento è prevalentemente attribuibile all’aggiudicazione di una gara nell’ambito di programmi della Comunità Europea, che ha determinato l’avvio e la rendicontazione di nuove attività progettuali nel corso dell’esercizio, con conseguente aumento dei contributi iscritti a conto economico.

La voce Altri contributi, pari a 4.468 migliaia di euro (8.437 migliaia di euro nel 2024), si riferisce prevalentemente a contributi per attività di ricerca e sviluppo. Nel precedente esercizio tale voce includeva anche contributi per attività di formazione.

I Proventi diversi, pari a 7.338 migliaia di euro (6.160 migliaia di euro nel 2024), si riferiscono prevalentemente al riaddebito ai dipendenti del Gruppo dei fringe benefit connessi all’utilizzo delle autovetture aziendali assegnate.

Le Sopravvenienze attive, pari a 2.436 migliaia di euro (10.974 migliaia di euro nel 2024), comprendono componenti positive di reddito non riconducibili alle altre categorie di provento.

Nota 7 - Acquisti

Il dettaglio è il seguente:

Gli acquisti di Licenze software e Hardware per rivendita sono iscritti al netto della variazione del costo d’acquisto. La voce Altri comprende principalmente l’acquisto di carburante per 4.505 migliaia di euro, l’acquisto di beni strumentali per 1.278 migliaia di euro e di cancelleria per 438 migliaia di euro.

Nota 8 - Lavoro

Il dettaglio è il seguente:

L’incremento del costo del lavoro, pari a 110.076 migliaia di euro, è principalmente imputabile all’incremento complessivo registrato nel volume d’affari del Gruppo e all’aumento del personale dipendente. Di seguito si evidenzia il numero di dipendenti suddiviso per categoria:

Il numero medio dei dipendenti nel 2025 risulta essere pari a 16.202, in aumento rispetto ai 15.244 dell’anno precedente, di seguito il dettaglio per categoria:

Il personale dipendente è costituito prevalentemente da risorse laureate in ingegneria elettronica, informatica ed economia, formato presso primari atenei nazionali ed internazionali.

Nota 9 - Costi per servizi

Il costo per prestazioni di servizi è così composto:

L’incremento dei Costi per servizi, pari a 60.953 migliaia di euro, risulta coerente con la crescita complessiva del volume d’affari registrata dal Gruppo nel periodo.

La voce Servizi diversi comprende principalmente servizi di marketing, servizi amministrativi e legali, servizi di telefonia, buoni pasto e canoni licenze software. Le Spese ufficio includono servizi resi da parti correlate relativi a contratti di servizio per l’utilizzo di locali, la domiciliazione e la prestazione di servizi di segreteria per 3.065 migliaia di euro e affitti passivi addebitati da terze parti per 3.486 migliaia di euro, nonché costi per utenze per 6.278 migliaia di euro, servizi di pulizia locali per 2.690 migliaia di euro e manutenzioni varie per 2.660 migliaia di euro.

Si segnala che la voce Costi diversi comprende abbonamenti e quote associative per 3.215 migliaia di euro, imposte e tasse deducibili e non per 2.998 migliaia di euro, omaggi per 1.292 migliaia di euro e spese per ospitalità per 1.193 migliaia di euro e sopravvenienze passive per 591 migliaia di euro

Nota 10 - Ammortamenti e svalutazioni

Gli ammortamenti relativi alle immobilizzazioni materiali sono stati calcolati sulla base di aliquote economiche-tecniche determinate in relazione alle residue possibilità di utilizzo dei beni ed hanno comportato un onere complessivo al 31 dicembre 2025 di 15.804 migliaia di euro. Il dettaglio di tali ammortamenti è riportato nel commento della corrispondente voce patrimoniale.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali hanno comportato nell’esercizio 2025 un onere complessivo di 15.911 migliaia di euro. Il dettaglio di tali ammortamenti è riportato nel commento della corrispondente voce patrimoniale.

Gli ammortamenti delle attività per diritto d’uso contabilizzate in conformità all’IFRS 16 sono pari a 36.241 migliaia di euro.

Si segnala che, al 31 dicembre 2025, non sono emerse ulteriori indicazioni di perdita di valore rispetto alla svalutazione rilevata a seguito del processo di impairment effettuato al 30 giugno 2025 e pari a 19.000 migliaia di euro. Inoltre, sono stati stornati costi di sviluppo capitalizzati in esercizi precedenti per 2.572 migliaia di euro.

Nota 11 - Altri (costi)/ricavi operativi

La voce Altri (costi)/ricavi operativi, pari a positivi 21.997 migliaia di euro include componenti economiche che, pur essendo legate all’ordinaria gestione aziendale, non rientrano direttamente nelle principali categorie di costo e ricavo, quali ad esempio gli accantonamenti e gli adeguamenti ai fondi rischi ed oneri e di altri fondi.
Al 31 dicembre risulta così composta:

  • Responsabilità professionale per positivi 24.000 migliaia di euro;

  • Fondo sequestro preventivo per positivi 5.039 migliaia di euro;

  • Fondo svalutazione crediti per positivi 1.839 migliaia di euro;

  • Fondo rettificativo poste attive per negativi 3.194 migliaia di euro;

  • Fondi rischi contrattuali e altri rischi per negativi 5.687 migliaia di euro.

Responsabilità professionale
Si segnala che nel corso del 2025, è stata definita la controversia relativa a una causa per responsabilità professionale. L’esborso complessivo sostenuto per la definizione della vertenza è stato pari a 15 milioni di euro. Tale importo è stato integralmente coperto dalla polizza assicurativa per responsabilità professionale, nonostante una iniziale negazione del sinistro da parte della compagnia assicurativa (al netto della franchigia contrattuale di 0,3 milioni di euro). Proprio in virtù di tale incertezza, al 31 dicembre 2024 era stato stanziato un fondo rischi pari all’intero valore potenziale della passività stimata, ovvero 24 milioni di euro. A seguito della positiva definizione della controversia e del riconoscimento della copertura assicurativa, si è potuto procedere al rilascio totale del fondo rischi originariamente accantonato.

Sequestro preventivo
In merito al sequestro preventivo che ha riguardato la Capogruppo Reply S.p.A., che ha comportato lo stanziamento di un fondo complessivo pari a 8 milioni di euro al 31 dicembre 2024, si precisa che, a seguito del dissequestro parziale disposto dal PM, intervenuto successivamente alla chiusura dell’esercizio, il fondo è stato ridotto a 2,9 milioni di euro. Tale evento è stato considerato un adjusting event ai sensi dello IAS 10, in quanto fornisce evidenza di condizioni già esistenti alla data di bilancio. Da quanto indicato nel decreto, il reato contestato è quello di cui all’art. 640-ter, commi 1 e 3, c.p., con riferimento al periodo 2017-2019 e non risulta contestata alcuna responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari.

Fondo rettificativo poste dell’attivo
Nel corso dell’esercizio sono stati stornati crediti per fatture da emettere di esercizi precedenti e per contributi su progetti finanziati in quanto ritenuti non più recuperabili sulla base delle verifiche effettuate, con rilevazione del relativo effetto economico.

Fondo per rischi contrattuali e altri rischi
La voce accoglie principalmente un accantonamento a copertura delle perdite attese su commesse in corso e dei correlati oneri di esecuzione, determinato sulla base delle migliori stime alla data di chiusura per Euro 5,0 milioni.

Nota 12 - Adeguamenti debiti per earn-out

Tale voce si riferisce agli effetti derivanti dalla rideterminazione del fair value dei debiti per earn-out legati all’acquisto di partecipazioni in società controllate (Business combination) che al 31 dicembre 2025 ha fatto registrare una variazione netta positiva pari a 13.411 migliaia di euro (positivi 4.743 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Nota 13 - (Oneri)/proventi da partecipazioni

Tale voce risulta negativa per 8.478 migliaia di euro (20.000 migliaia di euro al 31 dicembre 2024) e si riferisce alle variazioni di fair value (svalutazioni) degli investimenti in start-up detenuti originariamente dall’Investment company Breed Investments Ltd e poi trasferiti alla Capogruppo Reply S.p.A. nell’ambito della riorganizzazione aziendale avvenuta nel corso dell’esercizio.

Nota 14 - (Oneri)/proventi finanziari

Il dettaglio è il seguente:

I Proventi finanziari includono principalmente interessi sui conti correnti bancari attivi per 9.804 migliaia di euro, interessi attivi su investimenti obbligazionari per 1.006 migliaia di euro e interessi attivi maturati sugli investimenti in convertible loans per 43 migliaia di euro.

Gli Oneri finanziari includono principalmente gli interessi passivi relativi ai finanziamenti al servizio di operazioni di M&A.

La voce Altri comprende principalmente:

  • gli interessi passivi derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16 per 4.903 migliaia di euro (3.866 migliaia di euro al 31 dicembre 2024);

  • le variazioni di fair value di passività finanziarie in base all’IFRS 9 per negativi 456 migliaia di euro (negativi per 4.961 migliaia di euro al 31 dicembre 2024);

  • le differenze cambio nette risultanti dalla conversione di poste patrimoniali iscritte in valute diverse dall’euro per negativi 14.102 migliaia di euro (positivi per 3.628 migliaia di euro al 31 dicembre 2024);

  • le variazioni nette di fair value dei Convertible Loans per negativi 457 migliaia di euro (negativi per 552 migliaia di euro al 31 dicembre 2024);

  • le plusvalenze finanziarie derivanti dalla valutazione a fair value delle obbligazioni in portafoglio detenute principalmente da Reply S.p.A. per 364 migliaia di euro (768 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Nota 15 - Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito di competenza dell’esercizio 2025 ammontano complessivamente a 117.106 migliaia di euro e sono così dettagliate:

L’incidenza del carico fiscale sul risultato prima delle imposte è pari al 31,7% (rispetto ai 31,8% nell’esercizio 2024). Di seguito si riporta la riconciliazione tra l’onere fiscale iscritto in bilancio consolidato e l’onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote teoriche vigenti in Italia:

Ai fini di una migliore comprensione della riconciliazione tra l’onere fiscale iscritto in bilancio e l’onere fiscale teorico, non si tiene conto dell’IRAP in quanto trattasi di imposta con una base imponibile diversa dall’utile ante imposte. Pertanto le imposte teoriche sono state determinate applicando solo l’aliquota fiscale IRES vigente in Italia pari al 24,0% all’utile ante imposte delle attività in funzionamento.

A fronte delle novità normative, il Gruppo (che rientra nell’ambito soggettivo di applicazione della Global Minimum Tax) è attualmente impegnato nell’implementazione delle procedure interne necessarie per gestire nel modo più efficace ed efficiente gli adempimenti imposti dalla disciplina del Pillar Two, con riferimento sia alle attività italiane, sia alle attività estere. In tale contesto, sono state svolte accurate analisi volte a stimare la probabilità che, nelle giurisdizioni in cui il Gruppo è presente, siano soddisfatti i requisiti per l’applicazione del regime transitorio semplificato c.d. “Safe Harbour” (disciplinati nel nostro ordinamento dal DM del 20 maggio 2024), i quali - se rispettati - permetterebbero di non applicare il più complesso sistema normativo previsto a regime. Inoltre, sono state effettuate analisi al fine di stimare se, in talune di dette giurisdizioni, fosse dovuta una GMT in relazione ai risultati conseguiti nel periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2025. Da tali verifiche è emerso che nel 2025 i requisiti per l’applicazione del regime transitorio semplificato sono soddisfatti in tutte le giurisdizioni in cui il Gruppo opera e che, pertanto, nessuna Global Minimum Tax risulterebbe dovuta nelle medesime giurisdizioni.

Nota 16 - Utile per azione

L’utile base per azione al 31 dicembre 2025 è calcolato sulla base di un utile netto di Gruppo pari a 250.889 migliaia di euro (211.139 migliaia di euro al 31 dicembre 2024) diviso per il numero medio ponderato di azioni al 31 dicembre 2025, al netto delle azioni proprie, pari a 37.278.236 (37.380.368 al 31 dicembre 2024).

L’utile base per azione coincide con l’utile diluito per azione in quanto non vi sono stock option esercitabili in esercizi futuri.

Nota 17 - Altre informazioni

La legge n.124/2017 prevede l’obbligo di fornire informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti da pubbliche amministrazioni italiane. A tale proposito, si evidenziano nelle tabelle che seguono le erogazioni incassate dal Gruppo nel corso del 2025.

Le società del gruppo beneficiarie sono: Reply S.p.A., Business Reply S.r.l., Business Reply Public Sector S.r.l., Cluster Reply S.r.l., Cluster Reply Roma S.r.l., Consorzio Reply Public Sector, Discovery Reply S.r.l., e*finance consulting Reply S.r.l., Eos Reply S.r.l., Forge Reply S.r.l., Hermes Reply S.r.l., Like Reply S.r.l., Reply Consulting S.r.l., Santer Reply S.r.l., Security Reply S.r.l., Sensor Reply S.r.l., Storm Reply S.r.l., Sytel Reply Roma S.r.l., Technology Reply Roma S.r.l., Xenia Reply S.r.l., Xister Reply S.r.l. e Whitehall Reply S.r.l. Per maggiori dettagli si rimandano ai bilanci annuali 2025.

Ai sensi della normativa sopraindicata, si riportano di seguito i contributi pubblici incassati dalle società del gruppo:

Nota 18 - Attività materiali

Le attività materiali al 31 dicembre 2025 risultano pari a 160.391 migliaia di euro e sono così dettagliate:

Le attività materiali nel corso dell’esercizio 2025 hanno avuto la seguente movimentazione:

Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha effettuato investimenti complessivi per 45.158 migliaia di euro (40.056 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

La voce Fabbricati include principalmente:

  • il valore dei terreni su cui sorgono i complessi immobiliari siti in Torino pari a 11.205 migliaia di euro valore determinato sulla base peritale;

  • il valore netto di un immobile di proprietà del gruppo pari a 3.926 migliaia di euro, localizzato a Guetersloh, Germania;

  • il complesso immobiliare sito in Torino e denominato “ex Caserma De Sonnaz” per un valore di 71.451 migliaia di euro, in corso di ristrutturazione destinato ad ospitare gli uffici del Gruppo;

  • il complesso immobiliare sito in Torino in via Nizza 250 per un valore netto di 21.409 migliaia di euro che ospita gli uffici del Gruppo.

Gli incrementi della voce fabbricati riguardano le spese di ristrutturazione dei complessi immobiliari.

Gli incrementi della voce Impianti e macchinari si riferiscono principalmente all’acquisto di attrezzatture generiche e alla realizzazione di impianti per le sedi del Gruppo.

La variazione della voce Hardware è dovuta per 4.343 migliaia di euro ad investimenti effettuati dalle società appartenenti alla Region 1, per 2.775 migliaia di euro ad acquisti effettuati dalle società appartenenti alla Region 2 e per 1.883 migliaia di euro ad acquisti effettuati dalle società appartenenti alla Region 3.

La voce Altri beni al 31 dicembre 2025 include principalmente mobili e arredi per ufficio e migliorie. L’incremento di 13.826 migliaia di euro si riferisce principalmente all’acquisto di mobili ed arredi per 1.021 migliaia di euro, di migliorie su beni di terzi per 10.664 migliaia di euro e di altri beni materiali per 2.141 migliaia di euro. Gli altri beni materiali sono costituiti prevalentemente da telefoni cellulari.

Le Altre variazioni fanno riferimento principalmente alle differenze cambio.

Considerato che al 31 dicembre 2025 le attività materiali risultano ammortizzate per il 39,1% del valore complessivo (42,5% al 31 dicembre 2024), la quota di valore netto residuo pari al 60,9% evidenzia una vita utile residua mediamente significativa.

Nota 19 - Avviamento

Tale voce include il valore dell’avviamento emergente dal consolidamento delle partecipate acquisite a titolo oneroso. L’Avviamento nel corso dell’esercizio 2025 si è movimentato come segue:

L’incremento rispetto al valore dell’avviamento al 31 dicembre 2024 si riferisce:

  • all’acquisto nel mese di agosto da parte di Reply Inc. di Root16 LLC, società di diritto americano, attiva nella consulenza tecnologica su Microsoft Dynamics;

  • all’acquisto nel mese di agosto da parte di Reply Ltd di Red Scientific Ltd, società di diritto inglese operante nella consulenza ingegneristica nel settore della Difesa e della PA.

La situazione contabile aggregata della società alla data di acquisizione e la determinazione dell’avviamento sono esposte nella tabella seguente:

L’avviamento è allocato alle Cash Generating Units (“CGU”), individuate ai fini dello IAS 36 come perimetri economici coerenti con il modello di gestione del Gruppo e con la governance prevalente. Le CGU identificate riflettono la combinazione di:

  • governance commerciale e responsabilità economica (clienti, contratti, pricing);

  • integrazione del delivery model (progetti multi-country, offshoring/nearshoring, centri di competenza);

  • asset e servizi condivisi e modalità di pianificazione/allocazione delle risorse;

  • reporting e KPI gestionali coerenti a livello di perimetro;

  • assenza di un mercato autonomo in grado di generare cash inflows largamente indipendenti.

Alla data di riferimento, Reply ha identificato cinque CGU, rappresentative dei perimetri economico-geografici di operatività del Gruppo. Per maggiore chiarezza, si segnala che nel bilancio al 31 dicembre 2025 le CGU sono state rinominate rispetto al 31 dicembre 2024, senza variazioni né nel numero né nei perimetri economici di riferimento.
Di seguito la movimentazione dell’avviamento per le CGU identificate con il criterio sopra descritto:

Il suffisso “-led” indica il perimetro di governance prevalente cui è attribuita la responsabilità primaria di guida della CGU. Si precisa che, ai fini dell’informativa di settore (IFRS 8), il Gruppo presenta i settori operativi su base regionale (Region 1, Region 2 e Region 3); le CGU identificate, ai sensi dello IAS 36, non eccedono un settore operativo e costituiscono quindi una vista più granulare.

Il valore recuperabile della CGU, a cui i singoli avviamenti sono allocati, viene determinato come il più elevato tra il fair value al netto dei costi di dismissione (fair value less costs of disposal) e il valore attuale dei flussi di cassa stimati futuri che ci si attende deriveranno dall’uso continuativo del bene (valore d’uso). Qualora il valore recuperabile risulti superiore al valore netto contabile della CGU non si procede ad alcuna svalutazione dell’attività; in caso contrario, il modello di calcolo indica la differenza tra il valore netto contabile e il valore recuperabile quale effetto dell’impairment.

Per la determinazione del valore d’uso il Gruppo Reply ha adottato la metodologia dei flussi di cassa prospettici identificata nella Discounted cash flow analysis. Nell’applicazione di tale modello i flussi di cassa sono estrapolati dal piano previsionale triennale per CGU approvato dal Consiglio di Amministrazione in via preventiva rispetto all’esecuzione del test di impairment. I flussi di cassa futuri stimati, al netto delle imposte, sono scontati al loro valore attuale applicando un tasso di sconto al netto delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Gli assunti di base riflettono le migliori stime della Direzione in merito all’evoluzione dei ricavi, dei margini operativi, degli investimenti e del capitale circolante netto per le specifiche unità generatrici di flussi finanziari (“CGU”).

Gli assunti considerati maggiormente sensibili ai fini della determinazione del valore recuperabile includono:

  • tasso di crescita dei ricavi,

  • margine operativo atteso,

  • tasso di crescita a lungo termine (g-rate),

  • tasso di attualizzazione (WACC).

L’approccio adottato nella determinazione dei principali assunti riflette sia l’esperienza storica del Gruppo sia, quando appropriato, informazioni provenienti da fonti esterne indipendenti, quali report settoriali, analisi di mercato e previsioni macroeconomiche pubblicate da primari istituti di ricerca.

Qualora un valore assunto differisca dalla performance storica o da dati di mercato, tale differenza deriva da:

  • attese di miglioramenti operativi derivanti da iniziative gestionali già avviate,

  • variazioni nelle condizioni di mercato attese nei periodi futuri, o

  • specifiche strategie di crescita definite dalla Direzione.

Tali differenze sono ritenute ragionevoli e supportate da evidenze interne disponibili alla data di riferimento.

Il fair value al netto dei costi di dismissione è stimato mediante il metodo dei multipli di mercato. Reply ha identificato quale indicatore più rappresentativo il multiplo dell’EBIT, calcolato tramite un panel di società comparabili.

Di seguito le principali assunzioni, sviluppate anche con il supporto di esperti terzi, utilizzate nel determinare il valore recuperabile delle Cash Generating Units:

Si segnala che, al 31 dicembre 2025, per le CGU oggetto di impairment test non sono emerse ulteriori indicazioni di perdita di valore rispetto alla svalutazione rilevata al 30 giugno 2025. In particolare, per la CGU P5-FR-led (perimetro francofono), il valore recuperabile, determinato sulla base del value in use, aveva evidenziato una perdita durevole di valore; conseguentemente, nel periodo è stata rilevata una svalutazione pari a 19.000 migliaia di euro.

Al 31 dicembre 2025 il rapporto tra l’headroom, individuato sulla base del valore recuperabile e il valore contabile del capitale investito netto inclusivo dell’avviamento, risulta essere

Si segnala inoltre che Reply ha sviluppato, infine, un’analisi di sensitività del valore recuperabile stimato. Il Gruppo considera che il tasso di crescita dei ricavi e il tasso di sconto siano parametri chiave nella stima del valore recuperabile, ed ha pertanto effettuato tale sensitivity analysis attraverso:

  • una riduzione sino al 30% dei valori di crescita del fatturato;

  • un incremento di 100 punti base del tasso di sconto.

Da tale analisi non risulterebbe un’eccedenza del valore contabile delle CGU rispetto al loro valore recuperabile, che risulta sempre più alto per tutte le CGU, ad eccezione della CGU P5-FR, per la quale emergerebbe una perdita di valore in entrambi gli scenari della sensitivity analysis.

Si segnala che l’headroom della CGU P5-FR risulterebbe azzerato qualora si verificassero le seguenti variazioni nei principali assunti utilizzati nel test di impairment:

  • una riduzione fino al 6,4% dei tassi di crescita del fatturato;

  • un incremento di 50 punti base nel tasso di sconto al netto delle imposte applicato.

È opportuno, infine, precisare che le stime ed i dati di piano cui sono applicati i parametri prima indicati sono determinati dal management del Gruppo sulla base dell’esperienza passata e delle attese circa gli sviluppi dei mercati in cui il Gruppo opera, tenute conto anche delle raccomandazioni CONSOB ed ESMA, è stata posta significativa attenzione per i possibili impatti derivanti dall’attuale situazione geo-politica, e degli eventuali impatti ambientali e all’analisi di sensitività del valore recuperabile.

Inoltre, la stima del valore recuperabile delle Cash Generating Unit richiede discrezionalità e uso di stime da parte del management. Il Gruppo non può assicurare che non si verifichi una perdita di valore degli avviamenti in periodi futuri. Le circostanze e gli eventi che potrebbero causare un’ulteriore verifica dell’esistenza di perdite di valore saranno monitorate costantemente dal management di Reply.

Nota 20 - Altre attività immateriali

Le attività immateriali nette al 31 dicembre 2025 ammontano a 81.349 migliaia di euro (95.802 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Di seguito si riporta il dettaglio:

Le attività immateriali nel corso del 2025 hanno avuto la seguente movimentazione:

I Costi di sviluppo si riferiscono a prodotti software e sono iscritti nel rispetto dei requisiti previsti dallo IAS 38. Il decremento registrato nel periodo è riconducibile allo storno di un’attività precedentemente capitalizzata, a seguito dell’aggiornamento delle stime circa la recuperabilità della stessa.

La voce Software si riferisce principalmente a licenze acquistate ed utilizzate internamente dalle società del Gruppo; si segnala che tale valore include 2.855 migliaia di euro relativi allo sviluppo di software ad uso interno effettuati nel 2025.

La voce Marchio è relativa principalmente al valore del marchio “Reply”, conferito in data 9 giugno 2000 alla Capogruppo Reply S.p.A. (all’epoca Reply Europe Sàrl), in relazione all’aumento del capitale sociale deliberato e sottoscritto dalla controllante. Tale valore non è assoggettato a sistematico ammortamento, ma è ritenuto adeguatamente supportato sulla base di risultati economici attesi e dei relativi flussi finanziari.

Le liste clienti, individuate a seguito del processo di Purchase Price Allocation (IFRS 3), con il metodo dell’Excess earning method, vengono identificate come un’attività immateriale indipendente, rappresentativa delle relazioni con la clientela esistente alla data di acquisizione, in grado di generare flussi finanziari autonomi. Le liste clienti sono ammortizzate sistematicamente in ogni esercizio, a partire dall’esercizio di iscrizione, a quote costanti sulla base di una vita utile identificata da Reply indicativamente in 10 anni. L’incremento rilevato nell’esercizio è principalmente attribuibile alla rilevazione delle liste clienti emerse nell’ambito dell’acquisizione di Root16 LLC. Le altre variazioni si riferiscono al delta cambio.

Considerato che al 31 dicembre 2025 le attività immateriali risultano ammortizzate per il 62,8% del valore complessivo (57,5% al 31 dicembre 2024), la quota residua del 37,2% evidenzia un avanzato grado di ammortamento e, conseguentemente, una vita utile residua mediamente inferiore rispetto a quella già trascorsa.

Nota 21 - Immobilizzazioni diritto d’uso

La movimentazione del 2025 è di seguito riportata:

Il Gruppo ha stipulato contratti di leasing per diversi asset tra cui immobili, autovetture e mobili e arredi.

La vita utile media dei relativi diritti d’uso è rispettivamente di 6, 3 e 4 anni. Il valore del diritto d’uso viene sistematicamente ammortizzato in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione considerando anche la probabilità di rinnovo del contratto in caso di presenza di un’opzione di rinnovo enforceable.

Si specifica che i contratti di leasing relativi ai fabbricati presentano le clausole di opzione di proroga, che vengono attentamente valutati da parte della Direzione ai fini di una corretta valutazione ed esposizione in bilancio.

I contratti in essere non hanno nessun canone variabile, nessuna restrizione o covenant e non vi sono state transazioni di riacquisto di beni in leasing.

Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale, con una durata e con garanzie simili, necessario per ottenere un’attività di valore simile all’attività consistente nel diritto di utilizzo in un contesto economico simile.

Gli incrementi relativi alla voce Fabbricati pari a circa 34.181 migliaia di euro derivano dai nuovi contratti di locazione e/o rinnovi stipulati nel corso dell’esercizio.

Il decremento, pari ad Euro 16.932 migliaia di euro, è riconducibile principalmente all’estinzione dei contratti di affitto avvenute nel corso dell’esercizio.

Il Gruppo utilizza autovetture assegnate ai dipendenti prevalentemente tramite contratti di leasing operativo.

I contratti di leasing delle autovetture non prevedono, in linea generale, opzioni di acquisto rilevanti o clausole di estensione tali da modificare significativamente la durata del leasing considerata ai fini contabili. I canoni variabili legati all’utilizzo (ad esempio chilometraggio eccedente o costi accessori) sono rilevati a conto economico nel periodo in cui si manifestano.

Gli Altri beni si riferiscono principalmente a mobili e arredi utilizzati nelle sedi operative del Gruppo.

Nota 22 - Partecipazioni

La voce Partecipazioni, pari a 10.988 migliaia di euro, comprende prevalentemente gli investimenti in start-up operanti principalmente nel settore dell’Internet of Things (IoT), originariamente detenuti dalla controllata Breed Investment Ltd., qualificata come investment entity.

Nel corso dell’esercizio, nell’ambito di una riorganizzazione societaria, gli investimenti sono stati trasferiti alla controllante Reply S.p.A. e la società Breed Reply Investments Ltd. verrà posta in liquidazione nel 2026. Alla data di trasferimento, le partecipazioni sono state rilevate al fair value, che rappresenta il valore di riferimento ai fini della successiva contabilizzazione nel bilancio del Gruppo.
La movimentazione degli investimenti in start-up del periodo è riportata di seguito:

Variazioni di fair value nette
Le variazioni nette di fair value, pari complessivamente a negativi 8.478 migliaia di euro, riflettono l’adeguamento al valore di mercato desumibile dalle più recenti operazioni concluse nel corso del 2025 su investimenti già presenti in portafoglio. Le suddette valutazioni sono classificate, ai sensi dell’IFRS 13, nell’ambito della gerarchia del fair value di livello 3.

Nota 23 - Attività finanziarie

Le Attività finanziarie correnti e non correnti ammontano complessivamente a 76.423 migliaia di euro rispetto ai 54.822 migliaia di euro del 31 dicembre 2024.
Il dettaglio è il seguente:

I Titoli a breve scadenza, valutati a FVTPL, si riferiscono principalmente ad investimenti vincolati a tempo (Time Deposit). La voce Investimenti finanziari si riferisce alle obbligazioni detenute dalla capogruppo Reply S.p.A. La valorizzazione degli investimenti a breve termine, sulla base delle valutazioni di mercato al 31 dicembre 2025, ha evidenziato una differenza positiva pari a 364 migliaia di euro rispetto al costo di acquisto degli stessi. Tali investimenti sono valutati a FVTPL.

La voce Crediti verso compagnie di assicurazione si riferisce a premi assicurativi versati a fronte di piani pensionistici di alcune società tedesche e al trattamento di fine mandato degli amministratori. Tali crediti sono valutati a costo ammortizzato. La voce Altre attività finanziarie si riferisce principalmente a crediti finanziari a lungo termine per incassi differiti per 1.387 migliaia di euro.

I Convertible loans si riferiscono a finanziamenti convertibili in azioni di start-up nell’ambito degli investimenti IoT. Si segnala che anche i Convertible loans, detenuti originariamente da Breed Investment Ltd, sono stati oggetto di trasferimento alla controllante Reply S.p.A.

Di seguito la movimentazione:

Si segnala che le voci Crediti verso compagnie di assicurazione, Convertible loans, Depositi cauzionali e le Altre attività finanziarie non sono ricomprese nella posizione finanziaria netta.

Nota 24 - Attività per imposte anticipate

Si segnala che le voci Crediti verso compagnie di assicurazione, Convertible loans, Depositi cauzionali e le Altre attività finanziarie non sono ricomprese nella posizione finanziaria netta.
Il dettaglio delle Attività per imposte anticipate è di seguito riportato:

Lo stanziamento delle attività per imposte anticipate è stato effettuato valutando criticamente l’esistenza dei presupposti di recuperabilità futura di tali attività sulla base dei risultati attesi.

La presentazione in bilancio delle imposte anticipate e differite è stata effettuata, ove ne esistano i presupposti, tenendo conto delle compensazioni per entità giuridica.

Si precisa che non vi sono attività per imposte anticipate su perdite fiscali riportabili a nuovo.

Nota 25 - Lavori in corso

I lavori in corso su ordinazione, pari a 83.489 migliaia di euro, sono esposti in conformità all’IFRS 15 e tengono pertanto conto di quanto previsto dal paragrafo 9 in particolare sulla necessità delle evidenze contrattuali minime per la rilevazione dei ricavi/contract assets e sono così composti:

Si segnala che gli anticipi da clienti sono detratti dal valore dei lavori in corso nei limiti dei corrispettivi maturati rappresentativi delle attività derivanti da contratti; la parte eccedente il valore dei lavori in corso così come gli anticipi relativi ai lavori in corso non ancora iniziati sono iscritti nelle passività.

Nota 26 - Crediti commerciali

I Crediti commerciali al 31 dicembre 2025 ammontano a 792.089 migliaia di euro con una variazione netta in aumento di 34.531 migliaia di euro.

I Crediti commerciali sono esposti al netto del fondo svalutazione, calcolato sulla base dell’expected credit loss così come previsto dall’IFRS 9, pari a 6.732 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 (8.713 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).
Il fondo svalutazione crediti nel corso del 2025 ha subito la seguente movimentazione:

Si segnala che il saldo accoglie svalutazioni in conto sulle partite dell’attivo circolante.

La composizione per scadenza dei crediti commerciali con l’allocazione del corrispondente fondo svalutazione, confrontato con l’analogo prospetto dell’esercizio precedente, è di seguito riportata:

Aging al 31/12/2025

Aging al 31/12/2024

Il valore contabile dei Crediti commerciali, che in fase di prima iscrizione è pari al relativo fair value rettificato dai costi di transazione attribuibili, viene successivamente valutato al costo ammortizzato opportunamente rettificato per tenere conto di eventuali svalutazioni.
Si segnala infine che i Crediti commerciali sono tutti esigibili entro l’esercizio.

Nota 27 - Altri crediti e attività correnti e crediti per imposte sul reddito

Il dettaglio è il seguente:

I crediti ed acconti per imposte sul reddito sono iscritti al netto del debito accantonato
La voce Crediti tributari comprende principalmente:

  • crediti verso l’Erario per IVA pari a 27.232 migliaia di euro (31.706 al 31 dicembre 2024);

  • crediti verso l’Erario per ritenute d’acconto subite pari a 8.962 migliaia di euro (5.524 al 31 dicembre 2024);

  • credito d’imposta per ricerca e sviluppo pari a 14.383 migliaia di euro (6.733 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

La voce Crediti vari include i contributi alla ricerca in relazione ai progetti finanziati per 9.626 migliaia di euro (7.715 migliaia di euro al 31 dicembre 2024) e crediti previdenziali vari per 6.033 migliaia di euro (1.443 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Nota 28 - Disponibilità liquide

Il saldo di 571.715 migliaia di euro, con un incremento di 79.882 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2024, rappresenta la disponibilità liquida alla data di chiusura dell’esercizio.
Di seguito si riporta il dettaglio delle disponibilità liquide al 31 dicembre 2025:

Per l’analisi delle variazioni delle disponibilità liquide si rimanda al prospetto del Rendiconto finanziario consolidato.

Si specifica che le disponibilità liquide possedute ma non utilizzabili liberamente dal gruppo sono pari a 7,9 milioni di euro relativamente al sequestro preventivo di cui si rimanda alla Nota 34.

Nota 29 - Patrimonio netto

Capitale Sociale
Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale della Reply S.p.A., interamente sottoscritto e versato, è pari ad Euro 4.863.486 e risulta composto da n. 37.411.428 azioni ordinarie del valore nominale di 0,13 Euro cadauna. Il numero di azioni in circolazione al 31 dicembre 2025 è pari a 37.278.236 invariato rispetto al 31 dicembre 2024.

Azioni proprie
Il valore delle Azioni proprie, pari a 17.123 migliaia di euro, è relativo alle azioni di Reply S.p.A. in possesso della Capogruppo, che al 31 dicembre 2025 sono pari a n. 133.192 invariate rispetto al 31 dicembre 2024.

Riserve di capitale
Al 31 dicembre 2025 le Riserve di capitale, pari a 449.533 migliaia di euro, sono costituite principalmente dalla:

  • Riserva azioni proprie, pari a 17.123 migliaia di euro, relativa alle azioni di Reply S.p.A. in possesso della Capogruppo;

  • Riserva acquisto azioni proprie, pari a 432.878 migliaia di euro, costituita attraverso prelievo iniziale dalla riserva sovrapprezzo azioni. Con delibera Assembleare del 23 aprile 2025 la Reply S.p.A. ne ha autorizzato nuovamente, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2357 Codice Civile, l’acquisto, in una o più volte, entro 18 mesi dalla data della delibera, di un numero massimo di azioni ordinarie corrispondenti al 10% del capitale sociale, nei limiti di 550 milioni di euro.

Riserve di risultato
Le Riserve di risultato pari a 1.063.410 migliaia di euro comprendono:

  • La Riserva legale di Reply S.p.A. pari a 973 migliaia di euro;

  • Altre riserve di utili per complessivi 811.548 migliaia di euro (utili a nuovo per 643.749 migliaia di euro al 31 dicembre 2024);

  • l’Utile attribuibile ai soci della controllante per 250.889 migliaia di euro (211.139 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Altri utili/(perdite)
Il valore degli Altri utili/(perdite) è così composto

Interessenze di pertinenza di minoranza
Le interessenze di pertinenza degli azionisti di minoranza sono costituite dalla partecipazione di soci non di controllo nel capitale delle imprese incluse nell’area di consolidamento e al 31 dicembre 2025 sono pari a 2.280 migliaia di euro (2.773 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Nota 30 - Debiti verso azionisti di minoranza e Earn-out

L’ammontare complessivo di tale voce al 31 dicembre 2025 è pari a 45.251 migliaia di euro (109.600 al 31 dicembre 2024), di cui 3.551 migliaia di euro classificati tra le passività correnti sulla base delle tempistiche contrattuali di regolamento. La voce si riferisce ai corrispettivi variabili (earn-out) previsti nell’ambito di operazioni di business combination, determinati in funzione del raggiungimento di specifici obiettivi economico-finanziari delle società acquisite. In conformità a quanto previsto dall’IFRS 3, tali corrispettivi variabili sono classificati come passività finanziarie, inizialmente rilevate al fair value alla data di acquisizione e successivamente valutate al fair value con imputazione delle variazioni a conto economico. La distinzione tra Debiti verso azionisti di minoranza e Debiti per earn-out riflette esclusivamente la diversa natura dei soggetti beneficiari del corrispettivo variabile, in funzione della presenza o meno di interessenze minoritarie legali connesse alla transazione originaria, e non comporta differenti criteri di valutazione contabile.

Il dettaglio è il seguente:

Gli incrementi dell’esercizio, pari complessivamente a Euro 8.511 migliaia, si riferiscono alla miglior stima dei corrispettivi variabili connessi a business combination perfezionate nel corso dell’esercizio, in particolare all’acquisto da parte della controllata Reply Inc. di Root 16 LLC, società specializzata nell’attività di consulenza tecnologica per servizi professionali con l’utilizzo di Microsoft Dynamics, con focalizzazione sul mercato delle medie imprese.

Gli adeguamenti al fair value intervenuti nell’anno pari a complessivi 13.992 migliaia di euro, al netto degli interessi maturati pari a 825 migliaia di euro, in contropartita di conto economico, riflettono la migliore stima degli importi da corrispondere a scadenza sulla base dei contratti originariamente stipulati con le controparti. Il fair value dei corrispettivi variabili è determinato mediante modelli valutativi basati sull’attualizzazione dei flussi finanziari attesi, che tengono conto delle probabilità di raggiungimento degli obiettivi contrattualmente previsti e di un appropriato tasso di attualizzazione. Le valutazioni effettuate rientrano nel Livello 3 della gerarchia del fair value di cui all’IFRS 13. La determinazione del fair value dei corrispettivi variabili richiede l’utilizzo di stime e assunzioni che possono risultare significativamente diverse dai risultati effettivi futuri e che, pertanto, potrebbero determinare impatti sul conto economico degli esercizi successivi. Una variazione ragionevolmente possibile di ±1 punto percentuale del tasso di attualizzazione, mantenendo invariati gli altri parametri, avrebbe comportato la riduzione/incremento del fair value di circa 280 migliaia di euro L’analisi di sensitività è stata predisposta assumendo una variazione isolata del tasso di attualizzazione e non tiene conto di eventuali effetti correlati su altri input valutativi. I pagamenti intervenuti nell’anno sono pari a complessivi 53.111 migliaia di euro, corrisposti in relazione ai contratti originariamente stipulati con le controparti. Si evidenzia che tali debiti sono classificati nel capitale investito ai fini gestionali e nell’indebitamento finanziario netto secondo quanto indicato dall’ESMA, fermo restando la loro classificazione IFRS come passività finanziarie.

Nota 31 - Passività finanziarie

Il dettaglio è il seguente:

Di seguito si riporta la ripartizione per scadenza delle passività finanziarie:

Il Finanziamento M&A si riferisce a linee di credito da utilizzarsi per operazioni di acquisizioni effettuate direttamente da Reply S.p.A. o per il tramite di società controllate direttamente o indirettamente dalla stessa.

    Di seguito sono riepilogati i contratti in essere stipulati con tale finalità:

  • In data 8 novembre 2021 Reply S.p.A. ha stipulato con Intesa Sanpaolo S.p.A. una linea di credito per l’importo complessivo di 75.000 migliaia di euro. Al 31 dicembre 2025 il debito residuo ammonta a 8.571 migliaia di euro e scadrà il 30 settembre 2026.

  • In data 20 febbraio 2023 Reply S.p.A. ha stipulato con Banco BPM una linea di credito per un importo complessivo pari a 50.000 migliaia di euro da utilizzarsi entro il 1° aprile 2025. Al 31 dicembre 2025, a seguito dell’estinzione anticipata avvenuta il 22 dicembre 2025, non risulta un debito residuo.

  • In data 16 aprile 2024 Reply S.p.A. ha stipulato con Intesa Sanpaolo S.p.A. una linea di credito per l’importo complessivo di 75.000 migliaia di euro da utilizzarsi entro il 30 settembre 2026. Il rimborso avverrà in n. 7 rate semestrali posticipate a partire dal 31 marzo 2027 e scadrà il 30 marzo 2029.

  • In data 19 aprile 2024 Reply S.p.A. ha stipulato con Unicredit S.p.A. una linea di credito per un importo complessivo pari a 50.000 migliaia di euro da utilizzarsi entro 24 mesi. Al 31 dicembre 2025 il debito residuo di tale linea ammonta a 1.000 migliaia di euro e scadrà il 30 aprile 2029.

I tassi di interesse applicati sono anche in funzione di determinati rapporti (Covenants) di natura patrimoniale, economica e finanziaria calcolati sui dati risultanti dal bilancio consolidato al 31 dicembre di ogni esercizio e/o dalla Relazione semestrale consolidata.

Tali parametri, come contrattualmente definiti, sono i seguenti:

  • Indebitamento Finanziario Netto / Equity

  • Indebitamento Finanziario Netto / EBITDA

Al 31 dicembre 2025 i Covenants previsti dai diversi contratti risultano rispettati.

La voce Mutui ipotecari si riferisce a un mutuo erogato nel 2018 a Tool Reply GmbH da Commerzbank per un importo pari a 2.500 migliaia di euro avente scadenza il 30 giugno 2028. Il rimborso avviene in rate trimestrali ad un tasso dello 0,99%. Al 31 dicembre il debito residuo risulta pari a 659 migliaia di euro.

In data 24 maggio 2018 Reply S.p.A. ha stipulato con Unicredit S.p.A. un mutuo assistito da garanzia ipotecaria per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile De Sonnaz per un importo complessivo di 40.000 migliaia di euro. Il mutuo viene erogato in relazione all’avanzamento dei lavori di ristrutturazione. Al 31 dicembre 2025 il debito residuo è pari a 34.500 migliaia di euro e scadrà il 31 maggio 2031. La voce Passività finanziarie IFRS 16 si riferisce al debito residuo al 31 dicembre 2025 riferito all’IFRS 16.

La voce Strumenti derivati si riferisce al fair value dei contratti derivati sottoscritti con Unicredit S.p.A. al fine di coprire le oscillazioni del tasso di interesse variabile sui finanziamenti e/o mutui i cui nozionali sottostanti ammontano complessivamente a 9.562 migliaia di euro. Nella movimentazione del patrimonio netto è riportata la componente efficace delle coperture e la relativa movimentazione dell’esercizio. Non vi è stata la necessità di rilevare a conto economico la parte inefficace in quanto i derivati ne garantiscono la copertura. Si ritiene che il valore contabile delle Passività finanziarie approssimi il valore determinato attraverso l’applicazione del costo ammortizzato.

Per maggiori dettagli in merito alla gestione dei rischi finanziari si rimanda alla Nota 38.

Indebitamento finanziario netto
Si riporta di seguito l’indebitamento finanziario netto predisposto secondo lo schema richiesto dalla comunicazione CONSOB n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, aggiornato con quanto previsto dall’orientamento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 così come recepito dal richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21 del 29 aprile 2021.

L’indebitamento finanziario netto comprende passività finanziarie da diritto d’uso per complessivi 128.647 migliaia di euro, di cui 93.923 migliaia di euro non correnti e 34.724 migliaia di euro correnti. La voce Debiti commerciali e altri debiti non correnti si riferisce ai debiti verso azionisti di minoranza e per earn-out assimilati a debiti non remunerati con una significativa componente finanziaria implicita. Per ulteriori dettagli circa la composizione delle voci presenti nella tabella, si rinvia alla Nota 28, nonché alle informazioni fornite nella presente Nota 31. In conformità alle suddette raccomandazioni le Attività finanziarie a lungo termine non sono incluse nella posizione finanziaria netta. Si evidenzia inoltre che come riportato alla Nota 30, i Debiti verso azionisti di minoranza e Earn-out sono classificati nel capitale investito e non nella posizione finanziaria gestionale.

Nota 32 - Benefici a dipendenti

Benefici a favore dei dipendenti
I Benefici a favore dei dipendenti secondo la disciplina italiana rientrano nel trattamento di fine rapporto (TFR) che per le società con più di 50 dipendenti riflette l’obbligazione residua in capo al Gruppo relativa all’indennità riconosciuta ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006. Per le società con meno di 50 dipendenti, l’indennità è riconosciuta nel corso della vita lavorativa. L’indennità complessiva verrà liquidata al momento dell’uscita del dipendente, in presenza di specifiche condizioni o parzialmente anticipata nel corso della vita lavorativa.

La procedura per la determinazione dell’obbligazione del Gruppo nei confronti dei dipendenti è stata svolta da un attuario indipendente secondo le seguenti fasi:

  • Proiezione del TFR già maturato alla data di valutazione fino all’istante aleatorio di risoluzione del rapporto di lavoro o di liquidazione parziale delle somme maturate a titolo di anticipazione del TFR;

  • Attualizzazione, alla data di valutazione, dei flussi di cassa attesi che il Gruppo riconoscerà in futuro ai propri dipendenti;

  • Riproporzionamento delle prestazioni attualizzate in base all’anzianità maturata alla data di valutazione rispetto all’anzianità attesa all’istante aleatorio di liquidazione da parte del Gruppo. Al fine di considerare le variazioni introdotte dalla Legge 296/06, il riproporzionamento è stato effettuato solamente per i dipendenti delle società con meno di 50 dipendenti che non versano il TFR alla previdenza complementare.

La valutazione del TFR secondo lo IAS 19 è stata effettuata “ad personam” e a popolazione chiusa, ovvero sono stati effettuati calcoli analitici su ciascun dipendente presente alla data di valutazione nel Gruppo, senza tenere conto dei futuri ingressi in azienda. Il modello di valutazione attuariale si fonda sulle cosiddette basi tecniche, che costituiscono le ipotesi di natura demografica ed economico-finanziaria relative ai parametri coinvolti nel calcolo.

In sintesi, le assunzioni adottate sono state le seguenti:

IPOTESI DEMOGRAFICHE

IPOTESI ECONOMICO-FINANZIARIE

Da un’analisi di sensitività circa le ipotesi relative ai parametri coinvolti nel calcolo una:

  • Variazione del tasso turnover dell’1%;

  • Variazione del tasso annuo d’inflazione dell’1,25%;

  • Variazione del tasso annuo di attualizzazione dell’1,25%

non avrebbero prodotto effetti significativi sulla determinazione del debito.

I Benefici a favore dei dipendenti (fondo TFR), rideterminati per l’applicazione dello IAS 19, risultano così movimentati nel corso dell’esercizio 2024.

Fondo pensione
La voce Fondo pensione si riferisce principalmente alla passività per pensioni a benefici definiti di alcune società tedesche ed è così dettagliato:

Le assunzioni adottate sono state le seguenti:

Fondo trattamento di fine mandato amministratori
L’importo iscritto è relativo al fondo trattamento di fine mandato amministratori. La variazione di 861 migliaia di euro si riferisce in parte a quanto deliberato dalle assemblee dei soci delle società consolidate, come indennità aggiuntiva per alcuni membri dei rispettivi Consigli di Amministrazione per l’esercizio 2025 e alla liquidazione del fondo a seguito del fine mandato di amministratori.

PIANI DI INCENTIVAZIONE
Il Gruppo riconosce piani di incentivazione di lungo termine (“Long-Term Bonus” o “LTB”), finalizzati a favorire la retention delle figure chiave e l’allineamento degli interessi del management con gli obiettivi di creazione di valore nel medio-lungo periodo. I piani LTB prevedono l’erogazione di benefici monetari, regolati in contanti, subordinati al raggiungimento di specifiche condizioni di servizio e di performance, definite dai competenti organi societari. I Long-Term Bonus, in quanto piani cash-based, sono contabilizzati come benefici a lungo termine e rilevati come passività in bilancio.

La passività è inizialmente e successivamente determinata sulla base del valore attuale del beneficio atteso, stimato tenendo conto:

  • della probabilità di raggiungimento delle condizioni di performance;

  • della probabilità di permanenza dei Partner durante il periodo di maturazione;

  • del fattore di attualizzazione, determinato utilizzando un tasso coerente con la durata del piano e con il profilo di rischio del Gruppo.

Il costo complessivo del piano è imputato a conto economico lungo il periodo di maturazione, sulla base della migliore stima del bonus che maturerà effettivamente. Ad ogni data di chiusura, la passività è rideterminata per riflettere l’aggiornamento delle stime e l’effetto dell’attualizzazione, con rilevazione dei relativi impatti a conto economico. Una variazione ragionevolmente possibile di ±1 punto percentuale del tasso di attualizzazione, mantenendo invariati gli altri parametri, avrebbe comportato la riduzione/incremento del fair value di circa 260 migliaia di euro L’analisi di sensitività è stata predisposta assumendo una variazione isolata del tasso di attualizzazione e non tiene conto di eventuali effetti correlati su altri input valutativi.

FONDO FEDELTÀ PERSONALE
Il Fondo fedeltà personale, classificato tra i fondi al 31 dicembre 2024, è stato riclassificato nella voce Benefici dipendenti e include principalmente gli accantonamenti a fronte delle probabili passività verso i dipendenti di alcune società tedesche per il raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. Tale passività è determinata mediante calcolo attuariale applicando un tasso del 5,5%.

Nota 33 - Passività per imposte differite

Le imposte differite al 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a 27.517 migliaia di euro e si riferiscono alle differenze temporaneamente originatesi tra il risultato dell’esercizio ed il reddito imponibile in relazione alle poste a deducibilità differita.

Le Altre partite includono principalmente la valutazione delle commesse in corso, i benefici ai dipendenti, la capitalizzazione di costi di sviluppo e lo storno di ammortamenti di immobilizzazioni immateriali. Non sono state iscritte imposte differite sulle riserve di utili non distribuiti delle controllate, dal momento che il Gruppo è in grado di controllare le tempistiche di distribuzione di tali riserve che, nel prevedibile futuro, risulta comunque non probabile.

Nota 34 - Fondi

I Fondi ammontano complessivamente a 24.324 migliaia di euro (di cui 22.692 migliaia di euro non correnti).

Si riporta di seguito la movimentazione avvenuta nel corso del 2025:

Responsabilità professionale
Si segnala che nel corso del 2025, è stata definita la controversia relativa a una causa per responsabilità professionale. L’esborso complessivo sostenuto per la definizione della vertenza è stato pari a 15 milioni di euro. Tale importo è stato integralmente coperto dalla polizza assicurativa per responsabilità professionale, nonostante una iniziale negazione del sinistro da parte della compagnia assicurativa (al netto della franchigia contrattuale di 0,3 milioni di euro). Proprio in virtù di tale incertezza, al 31 dicembre 2024 era stato stanziato un fondo rischi pari all’intero valore potenziale della passività stimata, ovvero 24 milioni di euro. A seguito della positiva definizione della controversia e del riconoscimento della copertura assicurativa, si è potuto procedere al rilascio totale del fondo rischi originariamente accantonato.

Sequestro preventivo
In merito al sequestro preventivo che ha riguardato la Capogruppo Reply S.p.A., che ha comportato lo stanziamento di un fondo complessivo pari a 8 milioni di euro al 31 dicembre 2024, si precisa che, a seguito del dissequestro parziale disposto dal PM, intervenuto successivamente alla chiusura dell’esercizio, il fondo è stato ridotto a 2,9 milioni di euro. Tale evento è stato considerato un adjusting event ai sensi dello IAS 10, in quanto fornisce evidenza di condizioni già esistenti alla data di bilancio. Da quanto indicato nel decreto, il reato contestato è quello di cui all’art. 640-ter, commi 1 e 3, c.p., con riferimento al periodo 2017-2019 e non risulta contestata alcuna responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari.

Responsabilità contrattuale
La voce “Responsabilità contrattuale” accoglie gli accantonamenti effettuati a fronte di potenziali passività derivanti da inadempimenti, contestazioni o altre obbligazioni assunte nell’ambito dei contratti in essere con clienti e partner. In particolare, il fondo copre i rischi connessi a possibili richieste di risarcimento, applicazione di penali, maggiori oneri di esecuzione o altri esborsi stimati probabili, determinati sulla base delle migliori valutazioni disponibili alla data di chiusura dell’esercizio.

Altri rischi
La voce “Altri rischi” accoglie accantonamenti effettuati a fronte di ulteriori passività potenziali non riconducibili alle categorie sopra indicate. Tali stanziamenti sono relativi a situazioni di rischio ritenute probabili e stimabili alla data di chiusura dell’esercizio e sono determinati sulla base delle migliori informazioni disponibili. Si segnala che Il Fondo fedeltà dipendenti precedentemente classificato tra la voce Fondi, è stato riclassificato nella voce Benefici dipendenti e include principalmente gli accantonamenti a fronte delle probabili passività verso i dipendenti di alcune società tedesche per il raggiungimento di una determinata anzianità aziendale.

Nota 35 - Debiti Commerciali

I Debiti commerciali al 31 dicembre 2025 ammontano a 179.828 migliaia di euro e sono così dettagliati.

I debiti commerciali che sono contabilizzati inizialmente al fair value, rettificato degli eventuali costi di transazione direttamente attribuibili e sono successivamente valutati al costo ammortizzato. Per i debiti commerciali correnti il costo ammortizzato coincide di fatto con il valore nominale.

Nota 36 - Altri debiti e passività correnti e debiti per imposte sul reddito

Gli Altri debiti e passività correnti e debiti per imposte sul reddito al 31 dicembre 2025 ammontano a 705.010 migliaia di euro con una variazione in aumento di 24.927 migliaia di euro rispetto all’esercizio precedente.
Il dettaglio è il seguente:

I Debiti tributari pari a 76.215 migliaia di euro, sono principalmente relativi a debiti per imposte correnti oltre a ritenute a carico dei dipendenti e dei lavoratori autonomi. I Debiti previdenziali, pari a complessivi 73.341 migliaia di euro, sono relativi a debiti verso gli istituti previdenziali per le quote di contributi a carico delle società del Gruppo e per quelle relative ai dipendenti.

Gli Altri debiti al 31 dicembre 2025 ammontano a 555.454 migliaia di euro e comprendono principalmente:

  • le competenze maturate e non liquidate alla data di bilancio verso dipendenti;

  • compensi ad amministratori riconosciuti quale partecipazione agli utili delle società controllate;

  • gli importi fatturati ai clienti eccedenti il valore dei lavori in corso per un importo pari a 226.620 migliaia di euro (222.511 al 31 dicembre 2024).

I Ratei e Risconti passivi, che si incrementano nell’esercizio per 4.140 migliaia di euro, sono principalmente relativi a fatturazioni anticipate in relazione ad attività di consulenza T&M da erogarsi in periodi successivi.

Gli Altri debiti e passività correnti che sono contabilizzati inizialmente al fair value, sono successivamente valutati al costo ammortizzato che data la natura corrente degli stessi coincide di fatto con il valore nominale.

Nota 37 - Informativa di settore

La rappresentazione gestionale del business del Gruppo Reply è articolata per Region e, a fini di lettura del portafoglio di offerta, anche per business line (Applicazioni, Tecnologie e Processi). Ai fini dell’IFRS 8, l’identificazione dei settori operativi è stata effettuata in coerenza con il management approach, ossia con riferimento alle componenti del business per le quali sono disponibili informazioni economico-finanziarie distinte, periodicamente esaminate dal Chief Operating Decision Maker (CODM) ai fini della valutazione delle performance e dell’allocazione delle risorse. Nel caso del Gruppo Reply, il CODM è identificato nel Consiglio di Amministrazione di Reply SpA, in particolare nei consiglieri esecutivi, che operano congiuntamente nel monitoraggio dell’andamento del Gruppo e nelle decisioni di allocazione delle risorse. In tale contesto, il CODM ha identificato come settori operativi le Region in cui il Gruppo opera, in quanto la reportistica gestionale utilizzata dallo stesso è predisposta e monitorata mensilmente e costituisce la base prevalente per l’analisi dei risultati e per le decisioni di allocazione delle risorse. Le principali misure utilizzate nel reporting gestionale per ciascun settore sono Ricavi ed EBT (Earnings Before Taxes), in coerenza con le metriche di performance interne. In particolare:

  • Region 1 comprende prevalentemente società operanti in Italia, Stati Uniti e Brasile;

  • Region 2 comprende prevalentemente società operanti in Germania e Polonia;

  • Region 3 comprende prevalentemente società operanti nel Regno Unito, in Francia e nel Benelux.

Per contro, la rappresentazione per business line risponde principalmente a finalità di analisi dell’offerta e del portafoglio progetti e, nella configurazione corrente, non rappresenta un livello univoco e stabile di segment reporting ai sensi dell’IFRS 8, in considerazione, tra l’altro, dei seguenti elementi:
(i) una medesima legal entity può erogare servizi riconducibili a più business line in funzione dei progetti/contratti specifici, rendendo non univoca l’attribuzione delle performance;
(ii) la dimensione “business line” non è sovrapponibile ai perimetri geografici e alle responsabilità manageriali per Region;
(iii) talune grandezze patrimoniali non sono determinate “nativamente” per business line senza ricorso ad assunzioni allocative (ad es. avviamento, capitale circolante e capex);
(iv) l’evoluzione del mix di offerta e dei progetti può incidere sulla comparabilità dei dati tra periodi.

Nell’ambito dell’informativa di settore, il Gruppo ha fornito evidenza separata per l’Internet of Things Incubator (IoT), che si riferiva ad una società dedicata a una specifica iniziativa di investimento avente ad oggetto l’acquisizione e la detenzione di partecipazioni di minoranza in società start-up operanti nel settore IoT. Nel corso del 2025 le partecipazioni riferite all’iniziativa IoT sono state trasferite a Reply S.p.A. a causa della sempre più ridotta significatività del perimetro e del venir meno delle originarie prospettive di crescita e strategicità. Il Gruppo ha conseguentemente ricondotto l’informativa relativa a IoT Incubator all’interno della Region 1. Tale riclassifica riflette l’evoluzione dell’assetto organizzativo e del modello di reporting gestionale e mira a garantire una rappresentazione più aderente alle modalità con cui le attività sono attualmente gestite e monitorate.

Di seguito si riporta la struttura economica per Region:

I ricavi verso clienti terzi in Region 1 sono pari a 1.571,0 milioni di euro (1.457,2 milioni al 31 dicembre 2024), quelli di Region 2 sono pari a 445,6 milioni di euro (446,3 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e quelli di Region 3 sono pari a 467,0 milioni di euro (397,0 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Nell’esercizio 2025 non si rilevano clienti che abbiano generato ricavi superiori al 10% dei ricavi consolidati del Gruppo. Si fornisce inoltre informazioni sui ricavi da clienti terzi attribuiti alle aree geografiche in base alla localizzazione dei clienti.

Di seguito si riporta la ripartizione dei ricavi per tipologia:

Di seguito si riporta la struttura pratimoniale per Region:

Di seguito si riporta il numero di dipendenti per Region:

Nota 38 - Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse
Il gruppo Reply ha definito le linee guida per la gestione dei rischi finanziari. Tale gestione, al fine di ottimizzare la struttura dei costi di gestione e le risorse dedicate, è centralizzata presso la capogruppo Reply S.p.A., società a cui è stato affidato il compito di raccogliere le informazioni inerenti le posizioni soggette a rischio ed effettuarne le relative coperture.

Come descritto nel capitolo “Gestione dei rischi”, il Gruppo monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutarne anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli. La seguente sezione fornisce indicazioni qualitative e quantitative di riferimento sull’incidenza di tali rischi sul Gruppo. I dati quantitativi di seguito riportati non hanno valenza previsionale, in particolare le sensitivity analysis sui rischi di mercato non possono riflettere la complessità e le reazioni correlate dei mercati che possono derivare da ogni cambiamento ipotizzato.

Rischio di credito
La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo al 31 dicembre 2025 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate in bilancio.

Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni creditorie, se singolarmente significative, per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso e degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono stanziati dei fondi su base collettiva, tenuto conto dell’esperienza storica. Per un’analisi quantitativa si rimanda alla nota sui crediti commerciali.

Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità si può manifestare con l’incapacità di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l’operatività del Gruppo. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato.

Come indicato nel capitolo “Gestione dei rischi”, il Gruppo ha adottato una serie di politiche e di processi volti a ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, riducendo il rischio di liquidità:

  • gestione centralizzata dei flussi di incasso e pagamento (sistemi di cash management), laddove risulti economico nel rispetto delle varie normative civilistiche, valutarie e fiscali dei Paesi in cui il Gruppo è presente;

  • mantenimento di un adeguato livello di liquidità disponibile;

  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità, in relazione al processo di pianificazione aziendale.

Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili, oltre a quelli che saranno generati dall’attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i suoi fabbisogni derivanti dalle attività di investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza.

Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali del Gruppo condotte anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle fluttuazioni del tasso di cambio, con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si riflettono anche sui risultati economici e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano:

  • Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;

  • Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterline.

Il Gruppo non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio, in considerazione del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati della Società in modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche. Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera il Gruppo non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.

Rischio di tasso di interesse
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega le liquidità disponibili in strumenti di mercato monetario e finanziario. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse di mercato influenzano il costo e il rendimento delle varie forme di finanziamento, di impiego e di cessione di crediti, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti del Gruppo. Per mitigare tali rischi, il Gruppo, quando lo ritiene opportuno, fa ricorso all’utilizzo di strumenti derivati designati come “cash flow hedges”.

Sensitivity analysis
Nel valutare i potenziali impatti derivanti dalla variazione dei tassi di interesse applicati vengono separatamente analizzati gli strumenti finanziari a tasso fisso (per i quali viene valutato l’impatto in termini di fair value) e quelli a tasso variabile (per i quali viene valutato l’impatto in termini di flussi di cassa). Gli strumenti finanziari a tasso variabile includono tipicamente le disponibilità liquide e parte dei debiti finanziari.

Un’ipotetica, istantanea e sfavorevole variazione di 50 basis points nel livello dei tassi di interesse a breve termine applicabili alle attività e passività finanziarie a tasso variabile, alle operazioni di cessione dei crediti e agli strumenti derivati in tassi in essere al 31 dicembre 2025 comporterebbe un maggiore onere netto ante imposte, su base annua, di circa 274 migliaia di euro.

Tale analisi è basata sull’assunzione di una variazione generalizzata ed istantanea di 50 basis points del livello dei tassi di interesse di riferimento, livello misurato su categorie omogenee. Una categoria omogenea è definita sulla base della valuta in cui le attività e passività finanziarie sono denominate.

Livelli gerarchici di valutazione del fair value
L’IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per misurare il fair value. La gerarchia del fair value attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3). In alcuni casi, i dati utilizzati per valutare il fair value di un’attività o passività potrebbero essere classificati in diversi livelli della gerarchia del fair value. In tali casi, la valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia in cui è classificato l’input di più basso livello, tenendo conto della sua importanza per la valutazione.

I livelli utilizzati nella gerarchia sono:

  • Gli input di Livello 1 sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione;

  • Gli input di Livello 2 sono variabili diverse dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per le attività o per le passività;

  • Gli input di Livello 3 sono variabili non osservabili per le attività o per le passività.

La seguente tabella evidenzia le attività e passività che sono valutate al fair value al 31 dicembre 2025, per livello gerarchico di valutazione del fair value.

La valutazione degli investimenti in start-up in ambito Internet degli Oggetti (IoT), sia attraverso l’acquisizione di partecipazioni, sia attraverso l’emissione di convertible loans, si basa su dati non direttamente osservabili sul mercato, e pertanto rientra sotto il profilo della gerarchia nel livello 3.

La voce Titoli finanziari è relativa a titoli quotati su mercati attivi e pertanto rientra sotto il profilo della gerarchia nel livello 1.

Per determinare il valore di mercato degli strumenti finanziari derivati, Reply ha fatto riferimento a valutazioni fornite da terzi (banche ed istituti finanziari). Questi ultimi nel calcolo delle loro stime si sono avvalsi di dati osservati sul mercato direttamente (tassi di interesse) o indirettamente (curve di interpolazione di tassi di interesse osservati direttamente): conseguentemente ai fini dell’IFRS 7 il fair value utilizzato dal Gruppo per la valorizzazione dei contratti derivati di copertura in essere al 31 dicembre rientra sotto il profilo della gerarchia di livello 2. Il fair value dei debiti verso azionisti di minoranza e per earn-out è stato determinato dal management del Gruppo sulla base dei contratti di acquisizione delle quote societarie e dei parametri economico-finanziari desumibili dai piani pluriennali delle società acquisite. Non trattandosi di parametri osservabili sul mercato (direttamente o indirettamente) tali debiti rientrano sotto il profilo della gerarchia nel livello 3. Considerando l’incertezza legata all’evoluzione di tali variabili, sono state effettuate simulazioni per generare una serie di scenari possibili. Sulla base di queste analisi, è stato determinato il valore atteso della passività finanziaria, riflettendo le diverse realizzazioni possibili dello scenario in esame.

Si segnala che nel periodo chiuso al 31 dicembre 2025, non vi sono stati trasferimenti tra livelli di gerarchia.

Nota 39 - Rapporti con parti correlate

Ai sensi dello IAS 24 le parti correlate del Gruppo sono le imprese e le persone che sono in grado di esercitare il controllo, il controllo congiunto o un’influenza significativa sul Gruppo e sulle sue controllate. Le operazioni poste in essere dalle società del gruppo con parti correlate rientrano nell’ordinaria attività di gestione e sono regolate a condizioni di mercato.

Di seguito sono riportate le principali partite economiche, patrimoniali e finanziarie del Gruppo Reply relative alle operazioni con parti correlate.

Sul rendiconto finanziario le suddette operazioni incidono sulla variazione del capitale circolante per 7.262 migliaia di euro.

Principali partite economiche, patrimoniali e finanziarie del Gruppo Reply
Ai sensi dello IAS 24 inoltre, tra i rapporti con parti correlate, sono compresi anche i compensi verso gli Amministratori, i Sindaci ed i Dirigenti con responsabilità strategiche (per i quali si rimanda alla Relazione sulla Remunerazione). Si segnala inoltre che, in adempimento delle disposizioni di cui alla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006 e della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, sono riportati in allegato i prospetti di Conto Economico e Stato Patrimoniale consolidati con separata indicazione delle operazioni con parti correlate e l’indicazione del peso percentuale delle stesse sui singoli saldi di bilancio. Con riferimento a quanto previsto dall’art. 150, 1° comma del D.Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998, non sono state effettuate operazioni in potenziale conflitto d’interesse con le società del Gruppo da parte dei membri del Consiglio di Amministrazione.

Nota 40 - Compensi ad Amministratori, Sindaci ed a Dirigenti con responsabilità strategiche

I compensi spettanti agli Amministratori e Sindaci della Reply S.p.A. per lo svolgimento delle loro funzioni, anche nelle altre società incluse nell’area di consolidamento sono i seguenti:

Il valore complessivo dei compensi spettanti ai dirigenti con responsabilità strategiche è pari a circa 8.472 migliaia di euro (6.933 migliaia di euro al 31 dicembre 2024).

Nota 41 - Garanzie, impegni e passività potenziali

Garanzie
Laddove esistono garanzie ed impegni questi sono commentati nella corrispondente voce di bilancio.

Si segnala che:

Passività potenziali
Il Gruppo, operando a livello internazionale, è esposto a numerosi rischi legali in primo luogo per responsabilità professionale, in materia societaria e fiscale. Gli esborsi relativi a procedimenti in essere o futuri non possono essere previsti con certezza ed è possibile che gli esiti giudiziari possano determinare costi non coperti o non totalmente coperti, da indennizzi assicurativi aventi pertanto effetti sulla situazione finanziaria e i risultati di Gruppo.

Laddove invece è probabile che sarà dovuto un esborso di risorse per adempiere a delle obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, il Gruppo ha effettuato specifici accantonamenti al fondo rischi ed oneri.

Nota 42 - Eventi successivi al 31 dicembre 2025

Non si segnalano eventi successivi significativi al 31 dicembre 2025.

Nota 43 - Approvazione del bilancio consolidato e autorizzazione alla pubblicazione

Il bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione del 12 marzo 2026 che ne ha autorizzato la pubblicazione nei termini di legge.

Nota 44 - Cambiamento climatico

I cambiamenti climatici rappresentano una sfida globale che incide anche sulle attività aziendali, influenzando il benessere dei dipendenti, la gestione delle sedi operative e l’efficienza energetica. Reply è consapevole dell’importanza di adottare misure per ridurre l’impronta ambientale e garantire la continuità operativa in un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità. Nel corso dell’anno, il Gruppo ha implementato iniziative volte a ottimizzare il consumo energetico nelle sedi, favorendo l’adozione di fonti rinnovabili e sistemi di efficienza energetica. Inoltre, ha promosso politiche di mobilità sostenibile per i dipendenti, concedendo lo smart working e incentivando l’utilizzo di auto a basso impatto ambientale. Ad oggi, l’analisi condotta non ha evidenziato impatti significativi dei cambiamenti climatici sulle voci di bilancio 2025, né in termini di costi operativi né di ricavi. Nella predisposizione del bilancio, il Gruppo ha anche valutato i potenziali effetti del cambiamento climatico sulle principali stime contabili, in linea con le raccomandazioni dell’ESMA. A seguito di tale analisi, il Gruppo ha rilevato che:

  • Valutazione delle attività materiali: il Gruppo non detiene beni soggetti a significativo rischio di obsolescenza o svalutazione a causa di fattori climatici. Pertanto, non sono stati identificati impatti rilevanti sulla determinazione del valore recuperabile delle attività, né sulla determinazione della relativa vita utile;

  • Perdite di valore (IAS 36): Non sono emersi indicatori di impairment riconducibili a fattori climatici che richiedano le svalutazioni su asset aziendali. Si specifica che, come già descritto in nota 19, gli eventuali impatti ambientali sono stati considerati nell’elaborazione del budget;

  • Fondi per rischi e oneri (IAS 37): Non sono stati individuati obblighi attuali o passività potenziali derivanti da normative ambientali o da altri fattori legati alla transizione ecologica;

  • Valutazione della continuità aziendale: il Gruppo ha considerato i rischi climatici nell’analisi della continuità aziendale e non ha identificato elementi che possano compromettere la capacità di operare nel prevedibile futuro.

Nonostante l’assenza di impatti rilevanti nelle stime contabili attuali, il Gruppo continuerà a monitorare l’evoluzione della regolamentazione e del contesto di mercato per adeguare tempestivamente le proprie valutazioni.

Nota 45 - Impatti connessi a rischi ed incertezze geopolitiche

Il contesto macroeconomico internazionale continua a essere caratterizzato da tensioni geopolitiche e da un quadro di incertezza legato a conflitti regionali, dinamiche commerciali tra grandi aree economiche, instabilità politica in alcune aree del mondo e volatilità dei mercati energetici e finanziari. Il Gruppo Reply non opera direttamente in aree attualmente interessate da conflitti armati o da significative instabilità geopolitiche e non detiene asset produttivi o strutture operative in Paesi soggetti a sanzioni internazionali rilevanti. Pertanto, non si rilevano impatti diretti significativi sulla continuità operativa o sulla capacità di generare ricavi. Tuttavia, il Gruppo mantiene una presenza societaria negli Stati Uniti, mercato che rappresenta un’area strategica di sviluppo. In tale contesto, eventuali evoluzioni delle politiche commerciali, fiscali o regolamentari, nonché possibili tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e altre aree economiche, potrebbero determinare effetti indiretti sul quadro macroeconomico di riferimento, sui tassi di cambio e sulle decisioni di investimento della clientela. Il Gruppo monitora costantemente tali dinamiche, adottando un approccio prudenziale nella pianificazione finanziaria e nella gestione del rischio di cambio. In generale, i principali rischi indiretti connessi allo scenario geopolitico riguardano possibili rallentamenti della domanda, pressioni inflattive, volatilità dei mercati finanziari e interruzioni nelle catene di fornitura tecnologica. Alla data di redazione del presente bilancio, non si rilevano effetti tali da incidere in modo significativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Il management continua a monitorare con attenzione l’evoluzione del contesto internazionale, mantenendo adeguati presidi organizzativi e finanziari volti a garantire flessibilità operativa e solidità patrimoniale. Il Gruppo ha inoltre valutato i potenziali effetti dei rischi e delle incertezze geopolitiche sulle principali stime contabili, in linea con le raccomandazioni dell’ESMA. A seguito di tale analisi, il Gruppo ha rilevato che:

  • Valutazione delle attività materiali: non sono stati identificati impatti rilevanti derivanti da fattori geopolitici sulla determinazione del valore recuperabile delle attività, né sulla stima della relativa vita utile;

  • Perdite di valore (IAS 36): non sono emersi indicatori di impairment direttamente riconducibili a rischi geopolitici. Eventuali effetti macroeconomici sono stati considerati nei flussi prospettici utilizzati ai fini delle verifiche di recuperabilità;

  • Strumenti finanziari (IFRS 9): il Gruppo ha valutato i possibili effetti delle tensioni geopolitiche sul rischio di credito e sulle perdite attese (ECL) relative ai crediti commerciali e alle altre attività finanziarie. Alla data di bilancio, non si rilevano incrementi significativi del rischio di credito tali da richiedere adeguamenti rilevanti delle rettifiche di valore;

  • Ricavi da contratti con i clienti (IFRS 15): non sono stati identificati effetti significativi derivanti da incertezze geopolitiche sulla rilevazione dei ricavi, inclusa la capacità dei clienti di adempiere alle obbligazioni contrattuali o la stima di eventuali corrispettivi variabili;

  • Fondi per rischi e oneri (IAS 37): non sono stati individuati obblighi attuali o passività potenziali derivanti da eventi geopolitici che richiedano la rilevazione di accantonamenti;

  • Valutazione della continuità aziendale: il Gruppo ha considerato anche i rischi geopolitici nell’analisi della continuità aziendale, senza rilevare elementi che possano compromettere la capacità di operare nel prevedibile futuro.

Nonostante l’assenza di impatti rilevanti sulle stime contabili alla data di bilancio, il Gruppo continuerà a monitorare l’evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, al fine di adeguare tempestivamente le proprie valutazioni.

Prospetti allegati

Conto economico Consolidato redatto ai sensi della delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata redatto ai sensi della delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Rendiconto finanziario consolidata redatto ai sensi della delibera consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Elenco delle imprese al 31 dicembre 2025

Informazioni ai sensi dell’art. 149-duodecies del regolamento emittenti Consob


Il seguente prospetto redatto ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2025 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione e da entità appartenenti, e non, alla sua rete.

Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

I sottoscritti, Mario Rizzante, Presidente e Amministratore Delegato, Giuseppe Veneziano, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Reply S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  • l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e

  • l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato nel corso dell’esercizio 2025.

La valutazione dell’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stata effettuata sulla base delle norme e metodologie definite da Reply prevalentemente in coerenza con il modello Internal Control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organisations of the Treadway Commission che rappresenta un framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.
Si attesta inoltre che:
1 il Bilancio consolidato

  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;

  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento;

2 la Relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Torino, 12 marzo 2026

/f/ Giuseppe Veneziano
Dirigente Preposto alla redazione
dei documenti societari
Giuseppe Veneziano

/f/ Mario Rizzante
Presidente e Amministratore Delegato
Mario Rizzante












Attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità ai sensi dell’art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

1. I sottoscritti Mario Rizzante, Presidente e Amministratore Delegato, Giuseppe Veneziano, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, della Reply S.p.A. attestano, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione consolidata di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:

  • a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;

  • b) con le specifiche adottate a norma dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Torino, 12 marzo 2026

/f/ Giuseppe Veneziano
Dirigente Preposto alla redazione
dei documenti societari
Giuseppe Veneziano

/f/ Mario Rizzante
Presidente e Amministratore Delegato
Mario Rizzante












Reply - Relazione Finanziaria Annuale 2024