Sostenibilità in finanza - ESG

Il mondo finanziario, nell’ultimo ventennio, ha posto l’attenzione all’ambiente, alla sostenibilità e ai temi sui diritti umani, ampliando così la sfera di elementi usati per le valutazioni al di là dei classici elementi tradizionali finanziari.

INTRODUZIONE

Lo sviluppo della sostenibilità in finanza ha avuto come punto cruciale l'iniziativa lanciata nel 2004 dall'allora Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e rivolta a più di 50 CEOs dei maggiori istituti finanziari a livello mondiale, per sviluppare delle linee guide e raccomandazioni con lo scopo di integrare questi fattori non-finanziari nell’analisi e nei processi decisionali riguardanti gli investimenti.
Il risultato dell’iniziativa fu il report 'Who Cares Wins', in cui furono identificate le linee guida che l’iniziativa aveva lo scopo di individuare e in cui troviamo per la prima volta il termine ESG (Environmental, Social e Governance).
Questo report, insieme al 'Freshfield Report' pubblicato nel 2006, in cui viene dimostrato che le evidenze ESG sono rilevanti nella valutazione finanziaria, costituiscono i Principles for Responsible Investment (PRI).

VALORE DEGLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

Negli ultimi anni sono nate tante etichette per identificare le tipologie di investimenti responsabili e sostenibili:

  • CSR (Corporate Social Responsibility) : si riferisce alle azioni dell’organizzazione e l’attenzione è rivolta all’ambiente, alla tutela dei diritti dei dipendenti e i collaboratori che sono a contatto con l’organizzazione, come indicato nel forum per la Finanza Sostenibile: “la Responsabilità Sociale d’Impresa esprime l’impegno di un’organizzazione a considerare gli impatti ambientali e sociali derivanti dalla propria attività, nella conduzione del proprio business”.
  • ESG ( Environmental, Social, Governance ): si riferisce al modo in cui gli investitori affiancano all’analisi classica finanziaria l’operato dell’organizzazione in ambito ambientale (emissioni di CO2, smaltimento rifiuti, …) sociale (rapporti con collaboratori, dipendenti, …) e di governance (trasparenza, leadership, …).
  • SRI ( Sustainable and Responsible Investment ): come indicato nel forum per la Finanza Sostenibile: “L'Investimento Sostenibile Responsabile è una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso”. Viene messo il focus sulla sostenibilità e in secondo piano il ritorno finanziario a differenza degli ESG.
  • Impact investing: Si riferisce agli investimenti fatti in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto sociale o ambientale misurabile e favorevole (es in società che operano nel settore di energia rinnovabile) a fianco o in sostituzione di un rendimento finanziario, si differenzia però dalla philanthropy, dove il ritorno finanziario non è preso proprio in considerazione (donazioni, sovvenzioni, …).


  • In tema normative, al fine di indirizzare i capitali verso un’economia a bassa intensità di carbonio (tema ambientale), la Commissione Europea a maggio 2018 (Brussels, 24.5.2018 SEC(2018) 257 final) ha introdotto tre proposte di regolamento riguardanti:

  • tassonomia delle attività eco-compatibili;
  • benchmark low-carbon e positive carbon impact;
  • disclosure su rischi ESG da parte degli investitori istituzionali.


  • In Italia è entrata in vigore nel 2017 (Decreto Legislativo 30 dicembre 2016, n. 254) la legge che dà responsabilità alla Consob per la vigilanza sulla diffusione delle informazioni di carattere non finanziario, come i bilanci sociali e l’informativa ESG; il relativo regolamento è stato pubblicato nel gennaio 2018 e prevede che le grandi imprese quotate pubblichino una ‘dichiarazione sui temi di carattere non finanziario’ (DNF), come gli aspetti ambientali, sociali, quelli attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva.
    Inoltre il 7 marzo 2019, la Presidenza rumena del Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo preliminare sull’introduzione di obblighi di trasparenza in merito alle modalità con cui le imprese finanziarie integrano i fattori ambientali, sociali e di governance nelle decisioni di investimento.
    Le tradizionali variabili di analisi finanziaria fondamentali vengono affiancate sempre di più con parametri di sostenibilità. I driver di questa tendenza si possono identificare nei seguenti punti:

  • prodotti che rispondono sempre di più alle esigenze del mercato;
  • maggiore trasparenza e quindi maggiore conoscenza di tali strumenti;
  • politiche commerciali e di comunicazione più efficaci;
  • una maggiore proattività da parte di banche, compagnie assicurative e consulenti finanziari.


  • Le organizzazioni vengono valutate da numerosi provider anche sulla base di report forniti da associazioni ambientaliste, sindacati e associazioni dei consumatori, contenenti informazioni su:

  • impatti ambientali;
  • tutela dei diritti dei dipendenti;
  • differenze tra i salari all'interno della compagnia (ad esempio differenze salariali tra i diversi livelli)
  • dati e informazioni che vengono fornite direttamente dall’ organizzazione oggetto della valutazione.
  • PROVIDERS

    Di seguito un overview su alcuni provider dei rating ESG, messi a confronto nel lavoro pubblicato a fine luglio 2017 ‘esg-reports-and-ratings-what-they-are-why-they-matter’ su ‘Harvard Law School Forum on Corporate Governance and Financial Regulation’:

  • Bloomberg oltre a dare una propria valutazione (annuale) tramite ‘Bloomberg ESG Data Service’, mette a disposizione anche le valutazioni di altri provider. Nella propria valutazione Bloomberg va a penalizzare le compagnie che mettono a disposizione poche informazioni.
  • Corporate Knights con ‘Corporate Knights Global 100’, la cui valutazione (annuale) è presente sia su Bloomberg che su Thomson Reuters, prima di inserire una compagnia nella lista prevede un processo formale di verifica dei dati. È molto influente a livello mondiale.
  • Institutional Shareholder Service Inc. (ISS) considera più di 200 fattori, è considerato uno dei leader tra i provider a livello mondiale e viene aggiornato in modo continuativo.
  • MSCI : MSCI ESG Research monitora di continuo le compagnie e le valutazioni sono divise nei tre fattori ESG e in 10 tematiche tra cui: risorse naturali, cambiamneti climatici, governance e comportamento della compagnia. I dati vengono aggiornati su base settimanali.
  • Sustainalytics : I rating Sustainalytics ESG sono disponibili sui sistemi: Bloomberg, Factset, and IHS Markit. La revisione viene effettuata approfonditamente annualmente e sono molto usati perché vengono presi in considerazione molti indicatori nelle analisi.
  • RepRisk : Le valutazioni sono aggiornate ogni giorno e le valutazioni vengono suddivise in settori.
  • Dow Jones : ha lanciato il primo indice che misura la sostenibilità e si basa sulle analisi ESG di RobecoSAM’s. Gli indici Dow Jones Sustainability sono pubblicati sul sito web RobecoSAM’s e sono pubblici.
  • Thomson Reuters mette a disposizione sulla propria piattaforma Eikon il Thomson Reuters ESG Score, che risulta però poco usato rispetto agli altri.


  • L’attenzione verso i servizi di rating ESG e metodologie di analisi è ancora attiva, lo conferma il fatto che nell’aprile del 2019 anche Mody’s ha annunciato di aver comprato una quota di maggioranza di Vigeo Eiris, che si occupa di valutazioni ambientali, sociali e di governance.
    L’esigenza di acquisire e ampliare le competenze, motivata dal continuo aumento dell’interesse verso gli investimenti responsabili, è la ragione principale che giustifica il continuo e crescente interesse verso i servizi di rating ESG.

    EVIDENZE

    Nello studio ‘2018 GLOBAL SUSTAINABLE INVESTMENT REVIEW ’ di GSI-Alliance vengono elencate le strategie degli investimenti sostenibili.

  • NEGATIVE/EXCLUSIONARY SCREENING : l’ esclusione da un fondo o portafoglio di alcuni settori, compagnie o pratiche basate sui criteri ESG (esclusioni di compagnie che operano nel settore del tabacco, armi, alcool,..);
  • POSITIVE/BEST-IN-CLASS SCREENING : investimenti in settori, compagnie o progetti selezionati per performance ESG positive in relazione al settore di mercato;
  • NORMS-BASED SCREENING : screening degli investimenti rispetto agli standard minimi di pratiche di business basate su norme internazionali emesse da UNICEF ,OECD, ILO e UN;
  • ESG INTEGRATION : l’inclusione sistematica e esplicita negli investimenti dei fattori ambientali, sociale e di governance nell’ analisi finanziaria;
  • SUSTAINABILITY THEMED INVESTING: investimenti in temi o attività specificamente legati alla sostenibilità (ad esempio energia pulita, tecnologia ‘verde’ o agricoltura sostenibile);
  • IMPACT/COMMUNITY INVESTING : investimenti mirati con lo scopo di risolvere problemi sociali o ambientali, e che includono investimenti rivolti alla comunità, dove il capitale è specificatamente indirizzato a individui o comunità bisognose, così come finanziamenti a business con chiari scopi sociali o ambientali;
  • CORPORATE ENGAGEMENT AND SHAREHOLDER ACTION : usa il potere degli azionisti per influenzare il comportamento dell’azienda, anche attraverso l’ingaggio diretto dell’azienda (es, comunicazioni dirette con il senior management e/o consiglio di amministrazione delle compagnie), presentando le proposte degli azionisti e le votazioni con linee guida ESG.


  • Inoltre il Financial Times nell’articolo, pubblicato a maggio 2019, ‘ESG rating agencies fulfil the need for knowhow’ ha intervistato i responsabili degli investimenti sostenibili di alcune grandi compagnie per capire come vengono usati e quanto sono considerati attendibili questi rating. Dallo studio è emerso che gli investitori, nelle loro analisi, prendono in considerazione i rating di diversi provider confrontandoli tra loro. In alcuni casi vengono valutati anche i diversi fattori, quindi viene preso in considerazione non solo il rating ESG, un indicatore unico per i tre componenti, ma si va anche a prendere in considerazione la valutazione per singolo fattore:

  • Environmental
  • Social
  • Governance


  • Un risvolto negativo degli investimenti sostenibili è che ciò potrebbe portare a lasciare sempre più indietro le industrie cosiddette ‘marroni’, quelle inquinanti, che invece hanno bisogno di raccogliere capitali per intraprendere una transizione e ridurre drasticamente il loro impatto ambientale.
    Per evitare che ciò accada e per incentivare anche progetti di sostenibilità, sono nati gli investimenti ‘transition’ (transition bond) che vengono utilizzati da queste aziende inquinanti nella fase iniziale della transizione.
    L’attenzione alla trasparenza delle aziende e agli impatti ambientale, sociale e di governance è a 360 gradi e questi nuovi valori che si vanno ad affiancare ai tradizionali nella scelta degli investimenti possono davvero fare la differenza.

    Ma i rating ESG sono davvero in grado di influenzare le performance degli strumenti sul mercato?

    Questa è una delle domande che sta alla base dello studio del Politecnico di Milano ‘La relazione fra rating ESG e lo spread di rendimento dei titoli obbligazionari sui mercati europei’, che ha confrontato un set di strumenti sul mercato con rating ESG basso con un set con rating ESG alto e ciò che è emerso è che, mentre fino al 2016 questi rating non avevano quasi impatti, negli ultimi anni i rendimenti risultavano effettivamente influenzati dal rating ESG.
    I risultati sono coerenti con l’ipotesi che il mercato, con il passare del tempo, abbia attribuito uno ‘spread ’ negativo alle emittenti con miglior punteggio ESG, giudicandole meno rischiose nel breve-medio termine.
    Inoltre è stato studiato l’impatto del rating del singolo fattore ESG sul mercato ed è emerso che il parametro determinante è di gran lunga quello legato alla buona governance; al contrario i fattori Environmental e Social sembrano piuttosto spingere in direzione opposta. Sembra infatti che la buona governance porti gli investitori a considerarlo come un segnale di minori costi di agenzia, rischi di comportamenti opportunistici e migliore monitoraggio e quindi a dare un’idea di maggiore stabilità.
    Gli altri due fattori saranno mai capaci di creare rendimento così come riesce a farlo il fattore governance? Che cosa succederà quando le politiche andranno a creare sempre più normative in favore di un maggiore rispetto ambientale?